Tentazioni saffiche

Bacio saffico? Si, grazie.
E' indolore, non costa niente e funziona, attira l'attenzione e garantisce un buon ritorno d'immagine. Ne sa qualcosa Drew Barrymore, che ha scelto proprio questa strategia per pubblicizzare il suo primo film da regista "Whip It", storia vera di quattro ragazze durante un campionato su pattini a rotelle texano.
La sveglia Drew sta popolando le copertine delle riviste più in vista con scatti ammiccanti di baci fra lei e la protagonista del film, Ellen Page.
Già riprese da "Marie Claire" e "Vs", queste foto sono un esempio di facile ed economica promozione cinematografica.
La Barrymore ha comunque sfruttato un filone già ampiamente sfruttato dalle colleghe, protagoniste di scene da gineceo che hanno reso e renderanno indimenticabili film altrimenti poco più che memorabili.
Sarà per questo che la bellissima Megan Fox tiene a far sapere che nel film "Jennifer's body", in uscita il 6 novembre, ci sarà un bacio fra lei e l'attrice Amanda Seyfried. (qui potete vedere il video della scena)
Anche le dive di casa nostra hanno provato l'ebbrezza del bacio saffico e della pubblicità che ne consegue: è accaduto a Monica Bellucci e Lavinia Longhi, protagoniste di una scena di sesso fra donne in "Sangue Pazzo" di Marco Tullio Giordana, presentato l'anno scorso alla "Mostra del Cinema di Venezia".
Del bacio fra la bellissima Monica e l'allora sconosciuta Lavinia se ne è parlato per mesi, ancora più a lungo che del film stesso.
Più discrete, ma altrettanto scandalose Scarlett Johansson e Penelope Cruz, costrette a baciarsi dalle esigenze di copione di "Vicky Cristina Barcellona", scritto e diretto da Woody Allen e presentato lo scorso anno al Festival di Cannes.
La storia si incentra tutta su un triangolo amoroso, ma far baciare due delle più belle attrici di Hollywood è stato un vero colpo da maestro.
Bisogna ammettere che il bacio omosessuale ha questo potere soltanto nella sua variante al femminile: nessun uomo si sognerebbe di promuovere il suo film baciando un collega.
Almeno, fino ad oggi nessuno ci ha ancora provato...
Chissà se qualche coraggioso metterà in pratica al maschile, prima o poi, questa scelta di marketing cinematografico tutta "made in USA". (Funweek.it)