Le Pupe traslocano su Canale 5

12/03/2007

leggi l'articolo

Nonostante le pupe non abbiano colmato le loro lacune e i secchioni siano rimasti scorfani, il reality show rivelazione "La pupa e il secchione" è stato promosso e potrebbe emigrare sull'ammiraglia Canale 5. Lo ha annunciato il direttore di Italia 1, Luca Tiraboschi, che parlando dell'altro successo della rete, Dr. House ha definito impossibile un trasferimento: ''Ha una matrice identitaria molto forte, che rende il cambio di rete molto difficile''.

 

 

Certo è che per vedere le eredi di NoraMonti sul Canale 5, bisognerà pazientare un po': ''La seconda stagione del reality presentato da Enrico Papi e Federica Panicucci andrà in onda regolarmente su Italia 1, a ottobre o a gennaio. Se si confermasse un successo, dalla terza stagione, potrebbe andare in onda su Canale 5. Noi siamo pronti a veicolare il passaggio'', ha confermato Tiraboschi a margine della presentazione del nuovo programma di Marco Berry "Danger"

Il canale giovane del gruppo Mediaset ha raccolto nell'ultimo lustro, sotto la direzione di Tiraboschi, consensi crescenti: è per il quinto anno consecutivo la terza rete nazionale in assoluto e la prima rispetto al target di riferimento. Inoltre lo share, che dovrebbe oscillare tra il 10 e l'11 per cento, ha una media nettamente superiore.

Littizzetto si congeda da Eminenz

12/03/2007

Luciana Littizzetto

'Eminenza, mi manca moltissimo.Mi manca quella sua vocina che dice no, no, no...'. Così Luciana Littizzetto si è congedata da ''Eminenz''. L'attrice saluta il cardinal Ruini (per molte trasmissioni oggetto delle gag ),sostituito nella carica di presidente della Cei da mons. Bagnasco.'Mi manca", ha aggiunto Littizzetto", quella sua vocina che dice no ai Dico, no alle staminali. Un professionista del senso di colpa. E fortuna che aveva detto che la Chiesa non faceva politica''.

Riecco la coppia Bud Spencer-Terence Hill

24/11/2006

L'indimenticabile coppia protagonista di film cult e campioni di incasso degli anni '70 come "Lo chiamavano Trinità", vuole tornare sul set. "Non c'è ancora nulla, c'è solo l'idea di tornare a lavorare insieme - ha spiegato Bud Spencer -, ma che cosa fare ancora non lo sappiamo". L'ultimo film che ha visto i due in azione sul grande schermo è stato "Botte di Natale" del 1994, diretto proprio da Hill. L'indiscrezione è emersa durante un incontro dei due attori con gli studenti dell'Università per stranieri di Perugia, nell'ambito della rassegna "Primo piano sull' autore", in corso ad Assisi e dedicata quest'anno proprio a loro. "Riusciremo a vedervi di nuovo insieme?", hanno a più riprese chiesto i ragazzi. "Stiamo lavorando", è stata la risposta. C'è il titolo di un ipotetico film insieme, "Dr. Jekyll e mr. Hyde" secondo una notizia che gira in Internet, ma "è semplicemente un'idea fra le tante. Sono i soliti titoli che escono e non dovrebbero uscire - ha detto Bud Spencer - perché non ha senso". "Cerchiamo storie diverse", hanno inoltre spiegato i due attori. "Io ho 78 anni - ha affermato Bud Spencer - e non posso fare quello che ho fatto a 45 o 50. Terence è più giovane e sicuramente potrebbe farlo, ma dobbiamo essere in due e io non posso più fare quello che facevo prima". "Io sto scrivendo da molto tempo anche per me - ha detto ancora l' attore - e il fatto di avere la coppia è un vantaggio ancora maggiore. Quindi vediamo un po' quello che viene fuori". Con una certezza, che è anche un primato: "Siamo l'unica coppia al mondo che non ha mai litigato nemmeno per un secondo". E' sul set di "Vacanze col gangster" (1951) che Carlo Pedersoli (vero nome di Bud Spencer) e Mario Girotti (alias Terence Hill) stringono amicizia. Il regista Giuseppe Colizzi dirige i due nel loro primo film assieme "Dio perdona… io no!" (1967). Una curiosità: Terence Hill è stato scelto all'ultimo per sostituire Peter Martell. E' cosi che i due attori diventano i veri protagonisti del cinema italiano d'intrattenimento degli anni Sessanta-Settanta. Tra i titoli più famosi "I quattro dell'Ave Maria" (1968), "La collina degli stivali" (1969), "Lo chiamavano Trinità" (1970), "…continuavano a chiamarlo Trinità" (1971) e "Più forte, ragazzi!" (1972). In tutto girano ben 19 film.

E' morto il regista Robert Altman

21/11/2006

Robert Altman
 
LOS ANGELES (USA) - E' morto a Los Angeles il grande regista americano Robert Altman. Lo ha annunciato la società di produzione del regista statunitense, che ha specificato che la morte è avvenuta nella giornata di lunedì in ospedale. Aveva 81 anni. Non si conoscono ancora le cause della morte. Autore di tanti capolavori che ormai fanno parte della storia del cinema (da Nashville ad America Oggi) Altman era nato a il 20 febbraio 1925 a Kansas City. Esordisce come regista nel 1955 con The Delinquents, che non è mai stato distribuito in Italia. Nel 1957 realizza La storia di James Dean, documentario sulla vita del giovane divo scomparso tragicamente l'anno prima. Contemporaneamente lavora per la televisione realizzando una serie di programmi molto apprezzati come Roaring Twenties, Bonanza, Bus Stop, Combat. Nel 1968 dirige due film importanti: Conto alla rovescia e Quel freddo giorno nel parco. Il grande successo di pubblico e di critica arriva nel 1970 con MASH, parodia antimilitarista con la coppia Elliott Gould-Donald Sutherland che ottenne la Palma d'oro al Festival di Cannes. Il film segnala Altman come uno degli autori più significativi e originali del cinema degli anni Settanta e come uno degli interpreti più attenti e profondi della società americana, la cui storia e i cui fenomeni passano al vaglio critico e irriverente del grande regista. Con Anche gli uccelli uccidono (1971) denuncia il razzismo ancora radicatissimo profondo Sud del paese; con I compari (1971), rivisita l'epopea del West, mostrandone gli aspetti meno magnificenti ed eroici. L'anno successivo realizza Images, una parentesi, nella quale vengono svolti alcuni fenomeni parapsicologici. Anche un mostro sacro come Raymond Chandler viene rivisto in una luce nuova. Con Il lungo addio (1973), interpretato da un disincantato Elliott Gould (uno degli attori preferiti dal regista), mostra un Marlowe privato alle prese con la routine quotidiana per niente eroico e paladino della legge. Gang (1974) rievoca il mondo della malavita degli anni Trenta, con gangster che paiono dei vinti e dei reietti. Al microcosmo del gioco d'azzardo è dedicato California Poker (1974), dove due poveracci (ancora Gould protagonista) sono colti nei loro vagabondare attraverso un'America amara e ostile. E alla fine, realizzata al casinò la vincita colossale sempre sognata, si scoprono vuoti e senza scopo. Il regista americano era noto soprattutto per la sua capacità di realizzare film corali tra cui spicca su tutti Nashville (1975), del resto uno dei suoi lavori più apprezzati. Il film, basato sul mondo della musica country (una ricca colonna sonora, con l'hit I'm Easy cantata da Keith Carradine) è uno spaccato amaro e simbolico delle inquietudini della società americana del tempo: ottiene cinque nomination all'Oscar. Dopo Nashville eccoBuffalo Bill e gli indiani: ovvero la lezione di storia di Toro Seduto (1976) con cui vince un Orso d'oro al Festival di Berlino e prosegue nella revisione di miti americani: il suo Buffalo Bill è un personaggio goffo, ignorante al limite della stupidità. Con Tre donne (1977) l'attenzione di Altman si sposta sui problemi della condizione femminile. Non sempre il pubblico, i produttori e la critica riescono a seguire la complessità e l'eccentricità del regista, come accade con Un matrimonio (1978), Quintet (1978) e Una coppia perfetta (1979). Dopo il fallimento del film Popeye (1980), musical ispirato ai fumetti del famoso marinaio mangiaspinaci, decide di vendere la Lion's Gate e di dedicarsi al teatro, formando la "Sandcastle 5 Productions" e dirigendo alcuni lavori teatrali. Per circa un decennio rimane lontano da Hollywood pur continuando a girare film apprezzati da pubblico e critica: Jimmy Dean, Jimmy Dean (1982), Streamers (1983, i cui interpreti vincono tutti insieme il premio per la migliore interpretazione a Venezia), Follia d'amore (1985, con Kim Basinger), Terapia di gruppo (1987). Gli anni '90 segnano il ritorno del regista alla grande industria cinematografica: I protagonisti (1992), America Oggi (1993), complesso intreccio di microstorie ambientato nel sud della California, per il quale riceve un Leone d'oro a Venezia ex-aequo con Trois Couleurs, Bleu di K. Kieslowski. Poi i lavori successivi: Prêt-à-porter (1994, nel quale Marcello Mastroianni e Sofia Loren ripropongono la celebre scena del film Ieri oggi e domani di Vittorio De Sica), Kansas City (1996), Conflitto di interessi (1998, con Kenneth Branagh), La fortuna di Cookie (1999, con Glenn Close, Julianne Moore e Chris O'Donnell) e Il Dottor T e le donne (2000, con Richard Gere e Helen Hunt), Gosford Park (2001, giallo alla Agatha Christie ambientato nel giro dell'alta aristocrazia inglese). Nel 1996 riceve il Leone d'Oro alla Carriera alla Mostra del Cinema di Venezia e nel 2002 vince il Golden Globe come miglior regista per Gosford Park. Nel 2006 Altman riceve il premio Oscar alla carriera e rivela, durante la cerimonia, di aver subito un trapianto di cuore dieci anni prima. Proprio di quest'anno è il suo ultimo film, Radio America. Melanconico ma senza rinunciare a momenti di divertimento, Radio America ha nel suo filo conduttore il trascorrere del tempo e la morte che visita (come fantasma, che si materializza nei panni di una bionda attraente), il teatro dove si registra l'ultima trasmissione di un'emittente. E si porta via alcuni dei protagonisti. Quasi un presentimento del suo prossimo addio.

La fiction sulle nozze lesbiche vince la sfida degli ascolti: 7 milioni

21/11/2006

 
Sono stati oltre sette milioni (7.026.000) gli spettatori che hanno seguito lunedì sera «Il padre delle spose», con uno share del 26,7%. Ha avuto dunque successo «l'operazione ardita», come lo stesso Banfi l'aveva definita, di portare in prima serata su Raiuno un film tv che racconta di un'amore lesbico, regolarizzato nella Spagna di Zapatero, ma difficile da accettare nel paesino pugliese terra d'origine di una delle due donne. La fiction, proprio in virtù dell'argomento trattato, aveva suscitato polemiche anche all'interno della maggioranza di governo. La senatrice della Margherita Paola Binetti non ha gradito la messa in onda: «È altamente inopportuna una trasmissione che tocca un problema su cui ancora non si è discusso adeguatamente e che comunque non fa parte del programma di governo». Le ha risposto Barbara Pollastrini, ministro per i Diritti e le Pari Opportunità, che aveva sentito Banfi per telefono a poche ore dalla trasmissione: «Lo considero un atto di sensibilità, di amore e di rispetto verso le persone».

Sanremo: Pippo chiama, Zero risponde

19/11/2006

''Pippo Baudo mi ha invitato ad andare alla serata di venerdì dedicata alla musica italiana. Credo che ci andrò perchè sarà una serata che penso faccia bene alla musica italiana. Così facciamo vedere che non siamo cartonati ma siamo veri'': lo ha rivelato Renato Zero alla presentazione di Renatissimo! triplo cd che contiene la raccolta dei suoi maggiori successi più due inediti. Per l'artista romano quella ideata da Baudo è una sorta di ''grammy awards. Penso di andare", conclude, "tanto piu' che Pippo non mi darà il premio alla carriera, così non dovrò fare gli scongiuri...''.

Calendario Pirelli, Sophia Loren la regina

17/11/2006

Un letto, cinque storie, quelle della magnifica Sophia Loren, di Penelope Cruz, Hilary Swank, Naomi Watts e dell'emergente Lou Doillon. Sono le attrici scelte da Pirelli per il calendario 2007. Scomparso il glamour delle ultime edizioni, trovano spazio essenzialità del set e stile anni 60. Tutte splendide davanti all'obiettivo di Inez Van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, ma Sophia guadagna lo scettro della sensualità.

Sophia Loren - Calendario Pirelli 2007

 

Chi si attendeva sfarzo, lusso e raffinata provocazione troverà invece una sorpresa all'insegna dello stile. Attraverso l'uso del bianco e nero, che evoca i film di Pasolini e Antonioni, le cinque attrici mettono a nudo in tutto e per tutto la loro personalità.

Sophia Loren, giocosa e sensuale, mostra una volta ancora la sua capacità di muoversi davanti all'obiettivo. Si era detto che avrebbe posato ricoperta di gioielli: nulla di tutto questo, solo il suo fascino e il suo sorriso divertito e malizioso.

Penelope Cruz, sanguigna e sensuale, è quasi imbronciata e si nasconde. Naomi Watts "emerge" candida dal bianco delle lenzuola, quasi una bimba troppo sexy, "pulita e sofisticata rappresenta la perfezione inglese". E poi Hilary Swank, un vero maschiaccio arrabbiato, carico di fascino made in Usa. Per finire con Lou Doillon, figlia dell'attrice e cantante Jane Birkin, che con i lineamenti duri e pieni di personalità diventa una ragazzina da tenere a bada.

"Siamo in una camera. Solo un letto e un lenzuolo. Volevamo renderlo il più possibile sensuale e intimo. Come se stessimo scattando fotografie tra amici" afferma Inez Van Lamsweerde, come riferisce tgcom. Lei, donna come le protegoniste del calendario, ha saputo giocare con loro e rendere trasparente l'anima di ognuna. Chi vorrà vedere tutti gli scatti di questo calendario, storicamente non in vendita, lo potrà fare a partire dalla mezzanotte, sul sito www.pirellical.com

Le foto e gli articoli presenti su "Napoli Magazine" sono stati in larga parte presi da Internet, e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione, indirizzo e-mail redazione@napolimagazine.com , che provvederà prontamente alla rimozione.