Inghilterra, telecamere parlanti contro i vandali
05/04/2007

LONDRA - La Gran Bretagna sembra sempre piu' simile all'incubo orwelliano del Gran Fratello: tra pochi giorni chi gettera' immondizia per strada verra' aspramente rimproverato da una telecamera parlante . Il ministro degli Interni britannico, John Reid, ha annunciato che una ventina di citta' britanniche saranno monitorate 24 ore su 24 da questi nuovi marchingegni per combattere meglio il vandalismo.
"Le comunita' locali ne hanno abbastanza della sporcizia e di persone che danneggiano le loro proprieta'. Tutti paghiamo le tasse e quindi alla fine siamo noi che paghiamo se alcuni beni pubblici vengono distrutti", ha affermato il ministro. Gli impiegati municipali potranno cosi', senza alzarsi dalla sedia del loro ufficio, rimproverare i teppisti che scrivono sui muri o le persone che gettano immondizia per strada. L'anno scorso 12 telecamere parlanti erano gia' state installate a Middlesbrough (nel nord-est dell'Inghilterra) e, secondo le autorita' locali, i risultati del progetto pilota sono stati positivi. "Middlesbrough e' migliorata molto dal punto di vista della pulizia da quando queste telecamere parlanti sono state installate", ha commentato Jack Bonnar, responsabile della sicurezza della citta'. Reid, riferisce l'ansa, ha dichiarato che la misura riguardera' due quartieri di Londra, Southwark (sud), Barking and Dagenham (est), e una ventina di citta' inglesi. Il costo totale dell'iniziativa sara' di 500.000 sterline (740.000 euro). Il ministro ha aggiunto che verra' presto lanciato un concorso nelle scuole elementari per stabilire chi prestera' la propria voce per incidere i messaggi registrati utilizzati dalle telecamere. "Questa campagna coglie nel segno. Ogni anno si spende mezzo miliardo di sterline per raccogliere l'immondizia nelle strade", ha commentato Louise Casy, direttrice del programma del governo contro i comportamenti antisociali. Ma com'era facilmente prevedibile, la nuova mossa del governo sta scatenando molte polemiche. Uno studio realizzato dalla Commissione per l'informazione, organismo indipendente che si batte per il rispetto della privacy, ha stimato che il Regno Unito sta per divenire "una societa' sotto stretta sorveglianza" e che l'uso eccessivo di telecamere sta creando un diffuso clima di sospetto. "Sempre piu' informazioni vengono raccolte dal governo. Sono gli uomini a dover decidere quale debba essere il loro futuro e non le macchine", ha denunciato Richard Thomas, responsabile della Commissione. Il leader del partito liberal-democratico, Menzies Campbell, ha accusato il governo Blair di "ficcare il naso" in ogni parte della vita delle persone. La Gran Bretagna e' uno dei Paesi con il maggior numero di telecamere. Si calcola che ce ne siano circa 4,2 milioni, ovvero una ogni 15 abitanti.
Danimarca: ragazze in topless negli spot contro gli incidenti stradali
22/11/2006
COPENAGHEN (DANIMARCA) - Cosa non si fa per sensibilizzare il telespettatore. E tentare di risolvere un grave problema sociale. Pur di indurre gli automobilisti a ridurre la velocità, le autorità danesi sono ricorse a belle ragazze in topless che con cartelli ricordano i limiti consentiti. Alte, bionde, in shorts rossi e seni nudi, le ragazze alzano le braccia mostrando al traffico dei cartelli stradali con la scritta «50» (nel senso di km all'ora) e gli automobilisti immancabilmente rallentano la corsa evitando di superare i limiti di velocità . Sono scene contenute in un video che viene diffuso dal Consiglio per la sicurezza nella circolazione stradale, video ideato come servizio da trasmettere in tv. E il successo è stato immediato. Le immagini già circolano su internet dai primi di novembre e dal momento in cui sono entrate in rete le hanno viste oltre un milione e mezzo di persone in diversi paesi del mondo. In Danimarca il topless è tanto diffuso da non suscitare alcuno scandalo. Ciò però non ha impedito ad alcune associazioni di sollevare un problema etico. Il Consiglio delle donne danesi ad esempio, per bocca della sua portavoce Randi Theil Nielsen condanna l'utilizzo del denaro pubblico per una campagna sulla sicurezza stradale, dove delle ragazze a seno nudo debbano attirare l'attenzione. Ma il ministro per le Pari Opportunità, Eva Kjr Hansen, non ha alcun problema per il filmato e fa sapere di sperare che possa dare i risultati auspicati. Vale a dire far andare la gente più piano e ridurre così gli incidenti stradali.
Wall Street Journal: Tre Italiane Tra Le Donne Al Top
21/11/2006

Ci sono tre italiane nelle due classifiche pubblicate dal Wall Street Journal. Frida Giannini, direttore creativo di Gucci, figura al 43 esimo posto delle "50 women to watch" e Silvana Armani, membro del board della Giorgio Armani Spa e Laura Ferro, presidente e amministratore delegato di Gentium Spa figurano "Ten women to watch in Europa", pubblicata per ordine alfabetico. Tra le 50 donne al Top della classifica mondiale al primo posto c'e'' Melinda Gates, moglie di Bill Gates, che dirige la fondazione no profit Bill and Melinda Gates Fondacion. Al secondo,al quarto e al dodicesimo posto ci sono tre new entry: Indra (Madrid: IDR.MC) Nooyi, ex presidente e responsabile finanziario della PepsiCo , nominata Ceo, Patricia A. Woertz, ex executive della Chevron , approdata alla guida di Archer Daniels-Midland, un colosso Usa delle biotecnologie e Lal Naina Kidwai, responsabile per l'India della Hsbc, il colosso bancario che punta ad espandersi nella classe media indiana. Il WSJ nota, che nonostante le sue classifiche, l'anno scorso solo il 16,4% della classifica dei top manager di Fortune 500 era guidate da imprenditrici donne.
Dove sono le bombe atomiche? Risponde Google Earth
14/11/2006

Vi siete mai chiesti dove si trovino le bombe atomiche americane? Adesso uno studio pubblicato dal
Bullettin of The Atomic Scientist, il bollettino degli scienziati atomici, dà la risposta: esistono circa diecimila testate nucleari statunitensi distribuite tra dodici Paesi americani e sei Stati europei.Gli autori dell'articolo - Hans M. Kristensen, della
Federation of American Scientists (FAS), e Robert S. Norris del
Natural Resources Defense Council (NRDC), hanno identificato le possibili posizioni esaminando attentamente documenti ufficiali e non, dichiarazioni di funzionari, report e foto satellitari ad alta definizione. Il risultato? La più alta concentrazione di testate nucleari si trova a Bangor, Washington, nella sede dello Strategic Weapons Facility Pacific (Comando delle armi strategiche del Pacifico): qui si contano più di 2.300 testate. Si tratta forse del sito con il maggior numero di atomiche al mondo. La metà delle quali è collocata a bordo di sottomarini missile-balistici nell'Oceano Pacifico. Circa 1.700 testate sono schierate su sommergibili di classe Ohio e funzionano negli oceani Pacifico e Atlantico.
Sulla base dello studio, la federazione degli scienziati americani (FAS) e il Consiglio di Difesa delle risorse naturali (NRDC) ha poi creato,
servendosi del programma Google Earth, una mappa virtuale molto dettagliata dei siti nucleari scoperti (per vedere la mappa è necessario comunque scaricare il client a questo indirizzo:
http://earth.google.it/downloads.html). Il governo degli Stati Uniti rifiuta di rendere pubblica l'esatta posizione delle armi nucleari, ma i ricercatori sottolineano di essere da anni a conoscenza di tali informazioni. La sicurezza delle armi nucleari, spiegano, non è determinata dalla conoscenza della loro posizione ma dalla protezione fisica dei militari e dal fatto che le armi non possano essere fatte esplodere da personale non autorizzato.
In otto basi di sei Paesi europei si trovano quattrocento testate. I Paesi sono Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Turchia e Gran Bretagna, tutti membri della Nato. Gli Stati Uniti sono l'unica potenza che dispiega armi nucleari in Paesi stranieri. Nel decennio scorso l'America ha rimosso siti nucleari dalla California, dalla Virginia e dal South Dakota, oltre che dalla Grecia. Lo studio rivela che più di due terzi di tutte le testate nucleari a stelle e a strisce sono ancora in funzione nonostante la Guerra Fredda si sia conclusa più di sedici anni fa. Più di 2.000 atomiche potrebbero essere sganciate con pochissimo preavviso. Solo il 28 per cento circa delle testate statunitensi è stato spostato per agevolare le operazioni di immagazzinamento. Il sito più grande, nella base aeronautica sotterranea di Kirtland a Albuquerque, Nuovo Messico, conserva 1.900 testate.
Nel territorio americano i dieci siti che attualmente ospitano le armi nucleari sono: lo Strategic Weapons Facility Pacific a Bangor, la base aeronautica di Nellis, nel Nevada; quella di Warren, in Wyoming, ma che si estende anche in Colorado e nel Nebraska; Kirtland, Nuovo Messico; Malmstrom, Montana; Minot, Nord Dakota; Pantex Plant, Texas; Barksdale, Louisiana; Whiteman, Missouri e lo Strategic Weapons Facility Atlantic a King Bay, Georgia. Certamente il lavoro degli scienziati sarebbe più completo se si potessero «tracciare» allo stesso modo le testate di altre nazioni «nucleari»: la Russia, la Cina, l'India, il Pakistan... Ma evidentemente le informazioni relative ai siti di questi Paesi sono molto più scarse e molto meno facili da reperire.