Lindsay Lohan: 100 milioni di dollari come risarcimento per uno spot

Lindsay Lohan sul piede di guerra: convinta di essere stata ‘infangata' da uno spot trasmesso durante il 'Super Bowl', ha chiesto 100 MLN di dollari di risarcimento all'azienda che ha fatto girare il video, una compagnia di Wall Street di nome E-Trade.
Protagonisti dello spot due bambini piccoli, un maschietto e una femminuccia, impegnati in una conversazione ‘seria'.
La bambina, gelosa, chiede ad un certo punto con tono sospettoso: "Che fine ha fatto la ‘milkaholic' Lindsay?".
'Milkaholic' è evidentemente un gioco di parole per indicare un'alcolizzata... da latte.
Lindsay si è offesa, ritenendo che la pubblicità giocasse sul suo nome, sui suoi problemi di alcolismo e sulla sua fama di ruba fidanzati. Per questo, ha chiesto il risarcimento milionario.Il suo avvocato, Mr. Ovadia, sostiene che il nome ‘Lindsay' è evocativo della persona della sua cliente, e non occorre specificare il cognome, come succede con Madonna o con Oprah Winfrey.
L'azienda, dal canto suo, che rischia di pagare il risarcimento ma che sta ottenendo più pubblicità così che in 10 anni di spot al Superbowl, risponde che ‘Lindsay' è un nome comune per una bambina e che non sono intenzionati a sborsare un centesimo.
Lindsay soffre di manie di persecuzione, o la ‘E-Trade' si è approfittata del suo recente problema personale legato all'alcolismo per scucire una risata facile e un bel po' di polemiche?
Staremo a vedere a chi darà ragione il giudice... (Funweek.it)
Lost, dopo l'ultima stagione cosa ci sara'?

Si mormora che la serie “Lost” possa vivere ancora, magari con un sequel o un film...
La prima stagione di Lost ha tentato parecchie persone. La curiosità per un format brillante e innovativo, per una trama non banale con quel “so che” di misterioso e paranormale e un cast in cui non mancavano belle ragazze e avvenenti ragazzi faceva ben sperare.
Alla fine delle prime puntate si aveva sempre voglia di vederne di più. L'attesa era trepidante per scoprire la settimana successiva cosa ci avrebbe riservato quest'isola così inquietante, ma anche quali intrecci sarebbero nati ripensando al passato dei protagonisti e alle incredibili coincidenze che cominciavano ad emergere.
Sarebbero bastati e avanzati tutti gli spunti emersi nella prima stagione e nelle puntate iniziali della seconda. Molte serie di successo hanno davvero molti elementi in meno e un cast più limitato e appassionano il pubblico per anni. Anzi, a volte piace a tanti telespettatori sentirsi al “sicuro” con qualche elemento che si ripeta.
Invece i produttori di Lost, a nostro parere, hanno voluto strafare, perdendosi un po' nei meandri della loro creatività (senz'altro sfrenata!). Persino il creatore J.J. Abrams, ha ammesso qualche pecca in questo senso. Le trame degli episodi si sono trasformate in un groviglio di “prima, dopo, sembrava prima ma era dopo e viceversa”, il cast è aumentato ancora e i riferimenti al passato si sono sono fatti a dir poco incredibili, e in più invece di essere in un'isola deserta, a tratti, pareva di essere in una metropoli.
Ora siamo giunti a quella che dovrebbe essere l'ultima stagione e non si capisce bene dove andranno a parare gli ultimi episodi. Chi farà cosa? E soprattutto, con tante questioni aperte si riuscirà a farle chiudere dando a tutte contemporaneamente un senso compiuto? Oppure alcuni fatti che fino ad ora apparivano al pubblico affezionato come salienti diventeranno immediatamente marginali?
Stando alle voci, quella che dovrebbe essere la fine della serie potrebbe trasformarsi in una “mezza fine”. In linea con la complicatezza delle trame, potremmo scherzare. Già si parla di un possibile sequel (un Lost 2), ma anche di un film per il cinema (un riassunto per ricapitolare il tutto?), un parco divertimenti per far vivere e rivivere Lost agli appassionati della serie, un dvd con tutte le scene tagliate, fumetti a tema, videogiochi e quant'altro ci si possa immaginare!
Negli Stati Uniti l'ultima puntata è fissata per il 23 maggio e i produttori esecutivi della serie Damon Lindelof e Carlton Cuse vorrebbero che la fine fosse davvero un punto e a capo anche per un atto di serietà nei confronti del pubblico. Mentre su tante riviste e siti specializzati (anche in Italia a dirlo è “Telefilm Magazine”) si parla della (ovvia) tentazione da parti di molti altri di sfruttare fino in fondo un brand come quello di “Lost” che venderebbe bene anche in altri settori dello showbiz... chi l'avrà vinta? (Rumors.it)