Incentivi auto 2010: scatta la battaglia !

08/01/2010

Incentivi auto 2010: scatta la battaglia!

Nel 2008 in Italia sono state vendute 2.161.682 auto, nel 2009 della crisi che spaventava tutti, il totale è di 2.158.010: spiccioli di differenza che fanno capire come gli eco-incentivi abbiano funzionato, e davvero bene. Sono state letteralmente "tolte dalla strada" oltre 900.000 vecchie vetture con oltre 10 anni di anzianita', sostituendole con altrettante meno inquinanti e tecnologicamente piu' sicure. Secondo Loris Casadei, Presidente dell'Unrae, l'Associazione delle Case estere presenti in Italia, il conto dei vantaggi deve poi tenere bene in considerazione anche il fattore ambientale, se è vero che la media delle emissioni di CO2 delle autovetture acquistate nell'intero anno 2009 e' scesa di oltre 8 punti, a 136,6 g/km, mentre erano 144,8 nel 2008.

Insomma,ci abbiamo guadagnato tutti, ma adesso il punto è chiedersi cosa succederà nel 2010 e se il Governo deciderà "almeno di occuparsi" di una situazione che resta comunque seria: c'è da rinnovare tutto un parco circolante di vetture con oltre 10 anni, quindi tutte le Euro 0, 1 e Euro 2. Un totale arrivato ad oltre 13 milioni di auto secondo Gaetano Thorel, Presidente e Amministratore Delegato di Ford Italia, che infatti è il primo a considerare la questione come una emergenza, e non solo una opportunità di vendere auto. Non a caso, aspettando che Palazzo Chigi batta un colpo o almeno un chiodo, proprio Ford è la prima casa automobilistica a partire all'attacco con il "suo" programma di incentivi 2010, regalando un bonus di 1.500 euro a tutti coloro che decideranno di rottamare un veicolo immatricolato prima del 31 dicembre 2000 in cambio dell'acquisto di una qualsiasi sua nuova autovettura, senza alcuna limitazione riguardo alle emissioni nocive. Subito a ruota, Citroën, che a partire dal 1 gennaio 2010 e per tutto il mese ha deciso di garantire ancora gli incentivi 2009 estendendoli a tutti i possessori di vetture Euro 2, e non solo ai proprietari di automobili immatricolate entro il 1999. Stessa "idea verde" anche per Kia, mentre Renault offre quello che è ufficialmente "uno sconto extra che si aggiunge a quello abitualmente praticato dal concessionario", questo fino al 17 gennaio e senza alcun obbligo di rottamazione, ma solo per l'acquisto della nuova Mégane 1.5 dCi, cioè uno dei modelli meno inquinanti della sua gamma.

Conoscendo la competizione tra le marche case automobilistiche, dobbiamo aspettarci che la "lista dei buoni" si allunghi rapidamente, mentre dietro alla lavagna resta comunque il Governo, alle prese con una battaglia sotterranea che lo coinvolge e andrebbe anche raccontata senza giri di parole.

Tanto per cominciare, sul rinnovo degli incentivi all'acquisto di auto per il 2010, è d'accordo anche l'Unione Europea, che da Bruxelles ha dato un sostanziale via libera ponendo condizioni semplici e realizzabili: "si agli incentivi purché limitati nel tempo, destinati alla vera rottamazione del veicolo inquinante e all'effettivo acquisto di un mezzo nuovo eco-compatibile".

Cosa inceppa allora il meccanismo? Aria fritta, anzi metano! Il nostro Governo ha tutta l'intenzione di sostenere ancora in modo massiccio la diffusione di questo carburante, continuando a garantire un incentivo maggiorato a 5.000 euro a cui si oppongono alcune case automobilistiche estere in Italia, e comunque l'Unrae, che come detto le rappresenta tutte. Di fatto, la nostrana Fiat è l’unica azienda a poter contare su una intera gamma di auto a metano, ed il motivo di questo muro contro muro è chiaramente intuibile. Il dubbio è casomai se il Governo possa cedere o no a queste prese di posizione, se abbia senso limitare la libertà di acquisto dei cittadini e, non da ultimo, se sia opportuno insistere sul metano, che nel mondo reale ha una rete di distribuzione praticamente inesistente sul territorio.

Per scavalcare il problema, c'è anche chi pensa di riproporre anche nel nostro paese il meccanismo di incentivi già visto e applicato con un certo successo in Francia. Un vero "bonus-malus" che premia con "bonus" da 200 a 1.000 euro chi sceglie un veicolo che emetta meno di 130 grammi di Co2 per chilometro, e penalizza fino a 2.600 euro l'acquirente di una vettura che emetta più di 160 grammi di Co2/km.Tutto questo con 13 milioni di automobilisti che fin ora si sono sentiti esclusi dalla possibilità di acquistare un'auto con il legittimo aiuto dello Stato, e forse continuano a non capirne il perchè. (Performedia)

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