Grazie Mamma

La Playmate dell'anno Jayde Nicole rivela: “Ero contraria al nudo, mi ha convinto mamma!”
Jayde Nicole 23enne modella canadese è divenuta celebre per aver ottenuto il titolo di “Playmate of The Year” nel giugno del 2008. In pratica la più bella modella che ha posato lo scorso anno per la rivista Playboy edizione americana.
Ebbene, la splendida Jayde ha rivelato in questi giorni a FOX News una cosa piuttosto curiosa a proposito della sua carriera. La ragazza ha infatti iniziato presto l'attività di modella posando su riviste e cataloghi di moda dall'età di sei anni per poi interrompere a undici anni, perché ormai troppo grande.
A quindici, Jayde, come spesso succede, venne notata da un agente di un'agenzia di moda all'uscita di un concerto, il quale offrì alla ragazza l'opportunità di riprendere la carriera da modella e così fu. “Ma fino a due anni fa - rivela la Playmate of the Year – ero fermamente contraria a posare senza veli, e non avevo mai accettato proposte del genere”.
Anzi, ad ogni offerta in questo senso che le arrivava lei rispondeva nello stesso modo: “Sono così contraria che non lo farei nemmeno per qualche milione di dollari”. Eppure ora Jayde è tra le conigliette più cliccate sul web, e certo non ha più molto da mostrare al suo pubblico.
La curiosità sta proprio qui. “Tutto è cambiato - rivela Jayde al giornalista un po' meravigliato - da quando mia madre mi ha comprato una copia di Playboy per mostrarmela. L'abbiamo sfogliata e guardato le modelle fotografate. Erano belle ed eleganti e questo mi ha fatto cambiare idea”.
E il fidanzato, il presentatore televisivo Brody Jenner che avrà pensato? “Per lui va bene. 'Questa è la mia fidanzata!' dice, 'Non hai una copia del magazine? Corri a comprarla!'”. Insomma sembra un buon supporter della carriera da coniglietta di Jayde.
Nicole, per altro, ha un evidente tatuaggio con la scritta “respect” sul basso dell'addome che fece al termine di una brutta relazione, per ricordarsi di non farsi mettere mai più i piedi in testa da qualcuno. Fu scelta questa posizione per la scritta in quanto come modella di costumi da bagno poteva facilmente nasconderlo... mentre è diventato una peculiarità da quando il costume da bagno non lo indossa più, sulle pagine di Playboy! (Rumors.it)
Belle ma poco "green"?

“Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose”, diceva Oscar Wilde, ma è chiaro che l’istrionico e geniale scrittore inglese non si occupava di inquinamento e di sicuro non aveva remore sul risparmio di carburante.
Insomma, pensava all’eleganza e non immaginava nulla di auto. Oltre un secolo dopo, avere “una buona educazione” automobilistica è invece un grande vantaggio, e anche un bel segnale di buongusto. Se Mercedes e BMW puntano ormai solo alle ibride, e perfino Porsche sta mettendo sotto test una 911 ( udite udite..) “elettrica”, significa che consumare carburante senza remore, ed emettere più anidride carbonica di un foresta sarda in fiamme, evidentemente, non è più così “Chic”. Sicchè, ecco le 10 auto “meno green” attualmente in commercio, implacabilmente messe in fila dall’agenzia governativa britannica Vehicle Certification Agency, che ne ha testano emissioni e consumi reali nei propri laboratori.
10) Al decimo posto la Aston Martin DBS (388 gr CO2/km;7,31 Km/l), indiscutibilmente la più bella auto in produzione al mondo, scelta perfino come “car movie” per il film Casino Royal della saga di James Bond. Un sogno, ma da spenta.
9) Un posto in classifica per Mercedes Benz ML 63 AMG (392 gr CO2 km;7,26 km/l). Trattasi di un ricordo viaggiante della Mercedes che era, decisamente meno impegnata sul fronte ambientale di quanto lo sia oggi, e invece capace di motorizzare una Sport Utility con il motore V8 più potente della sua scuderia: grintosa e sgarbata, ma si vede.
8) Bentley Continental(396 gr CO2/km;7,22 Km/l). Una storia triste e quasi una macchia per Volkswagen, che aveva rilevato il marchio britannico per trasformarlo in un gioiello super tecnologico, e poi si è trovata a gestire le critiche di mezzo mondo. Adesso la Continental esiste anche in una versione a Bio-combustibile: diventata verda, ma forse di vergogna.
7) Lamborghini Gallardo (400 gr CO2/km; 7,05 Km/l). Cosa non si fa per un mito? Si chiede alla storica fabbrica Italiana di Sant’Agata, dove adesso comanda Audi, di fare una piccola che non faccia rimpiangere le grandi. Ne esce una “baby” dalla tecnologia futuristica, e poi ci si accorge che serve il pannolino: la versione 2009 ha consumi ridotti del 15%.
6) Aston Martin DB9 (421 gr CO2/km; 6,71 Km/l). Altra scultura viaggiante firmata dalla casa automobilistica di Gaydon. Bella e veloce come poche nella sua categoria e, nonostante tutto, migliorabile. Magari con metodi meno drastici.Aston Martin ha appena stretto un accordo con Toyota per realizzare una minivettura chiamata Cygnet, basata sulla citycar giapponese iQ!
5) Ferrari 599 GTB Fiorano (415 gr CO2/km; 6,71 Km/l). Come si dice in questi casi: pensavamo peggio. La tecnologia motoristica Ferrari è ormai ad un livello tale che alla super Granturismo a 12 cilindri di Maranello si può anche chiedere una certa attenzione ai consumi e all’inquinamento. Ovviamente, sul cofano c’è scritto Ferrari, non Toyota Prius, e la differenza si paga. Più o meno volentieri.
4) Bentley Azure/Arnage/Brooklands (465 gr CO2/km; 6,16 Km/l).
L’inutile al potere, il fascino della vecchia Inghilterra con il retrogusto dei battelli a carbone, o delle ciminiere di Manchester. Volkswagen in questo caso non c’entra nulla, perché questa famiglia di vetture sono nate prima che i tedeschi prendessero le redini della stalla, capissero che le rifiniture in pelle non sono tutto, e che i cavali di razza possono anche morire intossicati.
3) Medaglia di bronzo alla Ferrari 612 Scaglietti (470 gr CO2/km; 5,86 Km/l). Ha quattro posti, giusto che consumi il doppio!
Ovviamente il bagagliaio non è adatto per fare shopping all’Ikea, il serbatoio ha bisogno di tre pieni per un viaggio da Roma a Milano ad andatura turistica e, se c’è un limite a tutto, ecco l’auto per chi ha pagato per caricare sui sedili posteriori un set di valigie da 15.000 Euro, e comunque far finta di niente.
2) Secondo gradino del podio a Dodge SRT-10 (488 gr CO2/km; 5,69 Km/l).
Sbagliando si impara, oppure ci si chiama Chrysler, si tenta di fare soldi con un marchio sportivo che è Dodge, e si drammaticamente finisce nella polvere. Se non ci fossero stati Obama e la Fiat, staremmo parlando della Viper come di archeologia, invece la SRT-10 è ancora la “genuine American muscle Car” , il simbolo di una epoca dove 5 litri di benzina arrivavano a costare un dollaro: preoccuparsi di spenderli per una sportiva non solo cattiva, ma anche decente da guidare.. era chiedere troppo. Grazie al cielo, è finita!
1) Lamborghini Murcielago (495 gr CO2/km; 5,65 Km/l). Lei è il Mostro, abituata ai primi posti in classifica come un reality show, e chissene frega delle critiche. Biasimate la Murcielago, dite pure che è antistorica, ma continuate a sognarla!
Trattasi della Lamborghini più tecnologica dell’intera storia dell’azienda modenese: è chiaro come con l’ecologia e i consumi di benzina, abbia ha un conto a parte.
Una Murcielago percorre mediamente 500 Km l’anno, e osservarla, sentire ruggire il suo motore non è mai inutile. A quello pensa la Bugatti Veyron, la vera vincitrice di questa classifica “non verde”. La medaglia non va a lei perché ne hanno vendute troppo poche, ma nessuna fuoriclasse dello spreco è come lei: 596 gr CO2/km, che salgono a 999 gr CO2/km in città, senza contare i consumi per 4,97 Km/l che a tutta velocità arrivano alla drammatica media di 1,0 km/l. Avete capito bene: mille metri con un litro di benzina. (Yahoo Auto)
Il medico legale: "Michael Jackson e' stato ucciso"

Los Angeles - Il medico legale della contea di Los Angeles ha definito omicidio la causa della morte di Michael Jackson. Il cantante, secondo il raporto del coroner, è morto per una intossicazione da propofol, il potente anestetico che utilizzava contro l'insonnia. Oltre al propofol, nel corpo di Jackson sono state trovate tracce di altri formaci: Midazolam, Diazepam, Lidocaine, Lorazepam e Ephedrine. E' stato stabilito che il decesso è avvenuto a causa di una acuta intossicazione da propofol, ha detto il coroner. Si tratta di omicidio. Il principale indagato nella vicenda è il medico personale di Michael Jackson, Conrad Murray, che ha assistito il cantante nel giorno della morte, il 25 giugno scorso.
DROGA IN CAMERA DA LETTO
C'era anche marijuana nella casa di Michael Jackson. Lo rivelano i documenti del tribunale di Los Angeles che sta indagando sull'improvvisa morte del Re del Pop. I parenti avevano anche parlato di eroina, ma dai test di laboratorio risulterebbe invece essere marijuana andata a male. Ad anticipare quali fossero le sostanze rinvenute nella casa in affitto di Jackson è stato il Los Angeles Times che cita il rapporto sulla perquisizione. All'inizio delle indagini la polizia sequestrò in camera da letto due bustine di marijuana, contenitori vuoti dei sedativi lorazepam e diazepam, prescrizioni mediche e una bustina con l'etichetta del medico di Michael, Conrad Murray, al centro delle indagini sulla morte del cantante.
DNA DA CONSERVARE
La famiglia di Michael Jackson farà conservare campioni del suo dna in una clinica inglese ritenuta sicura, per evitare che sciacalli senza scrupoli lo usino per creare un nuovo erede della mega fortuna del cantante. Una decisione, spiega il Mirror, presa dopo la scoperta che il Re del Pop diede lo scorso anno campioni del liquido seminale a una banca donatori di Los Angeles, mentre pensava di avere un quarto figlio. Con la disputa legale sul patrimonio di Jacko che va avanti, nei suoi familiari si fa strada la convinzione che non ci si può fidare di nessuno. Gli amici temono che i malviventi possano mettere le mani sui campioni di sperma per dare alla luce un nuovo pretendente alle ricchezze del cantante. Potrebbe sembrare una pazzia ma quando si parla di Michael qualunque cosa è possibile, ha spiegato una fonte anonima. Lunedì è trapelato che il cantante contattò la dottoressa Susan Etok per avere un quarto figlio; la scorsa notte Mark Lester, amico di vecchia data del cantante, ha rivelato che il suo sogno è sempre stato quello di averne sei. Jackson è morto il 25 giugno all'età di 50 anni. Aveva tre figli - Prince (12 anni), Paris (11) e Blanket (7). L'infermiera Debbie Rowe è la madre dei due più grandi, mentre Blanket è nata da una madre in affitto.
Intanto spunta un nuovo presunto figlio segreto di Michael Jackson. Un giovane di 24 anni di San Francisco, di nome Prince Michael Malachi Jackson, si è rivolto al tribunale di Los Angeles per chiedere la prova del DNA, che proverebbe la sua diretta discendenza dalla popstar. Lo rivela il sito Tmz, specializzato in notizie di gossip, secondo cui alla richiesta è allegato un certificato di nascita in cui il ragazzo risulta essere figlio di Michael Joseph Jackson dell'Indiana e di Zerline LaVette Dixon. La famiglia dei Jackson avrebbe chiesto al giovane di mantenere il riserbo sulla vicenda
IL 51ESIMO COMPLEANNO
Grande festa per Michael Jackson: domani il re del pop avrebbe compiuto 51 anni e a Brooklyn il regista Spike Lee lo celebra a suo modo. Migliaia di persone , fino a 30 mila, sono determinate a sfidare il maltempo previsto sulla Grande Mela per ritrovarsi sul Nethermead Meadow di Prospect Park per una serata dedicata a celebrare la vita del cantante. Il reverendo nero Al Sharpton, ex candidato presidenziale, aprira' l'happening con una preghiera. Il presidente del borough' di Brooklyn Marty Markowitz proclamera' il 29 agosto Michael Jackson Day.
Domani sono previsti forti temporali su New York, ma la festa andra' avanti con il bello e il cattivo tempo: 'E sara' pieno di energia', ha scritto Lee sul filo' twitter della sua societa' di produzione 40 Acres and a Mule Filmworks. Il cineasta ha pagato 11 mila dollari per tenere la festa, ha indicato una portavoce per l'assessorato ai parchi precisando che in caso di fulmini l'happening potrebbe essere cancellato per motivi di sicurezza. (Quotidiano.net)
L'eros per Valeria

Valeria Marini grande protagonista del numero di settembre di Playboy. Perché dive si nasce
Per i tanti fans di Valeria Marini il numero di Playboy di settembre può considerarsi a tutti gli effetti un “pezzo da collezione”. C'è proprio lei, infatti, sulla copertina del magazine abbracciata ad una sagoma che rappresenta il celeberrimo coniglietto.
La Marini indossa sulla cover e sul suggestivo servizio fotografico delle pagine interne capi di lingerie davvero seducenti e assai poco “coprenti” che mettono in bella mostra le famose e apprezzatissime curve della Valeria nazionale.
Davanti all'obiettivo di Paolo Zambaldi la showgirl ed attrice racconta la sua idea di erotismo e di seduzione, il suo amore per il cinema e il suo desiderio di maternità. Un po' “Marilyn” dal gusto retro, un po' “vamp” e un po' conquistatrice moderna Valeria interpreta in chiave scenica e fotografica tutti i suoi lati femminili, sulla scia dello slogan “dive si nasce e non si diventa!”
Ad accompagnare le sensualissime immagini della ‘diva’, il magazine offre anche altri interessanti servizi, tra cui, a dieci anni dalla sua scomparsa e in occasione dello sbarco in tv della fiction a lei dedicata, quello sulla vita di Moana Pozzi.
Ragazza del mese è invece Maddalena Ferrara. Ventiseienne, originaria di Chiaromonte, in provincia di Potenza, quasi un metro e ottanta di infinita bellezza e sensualità con la passione per la recitazione. Anche per lei foto mozzafiato che meritano di essere ammirate con attenzione! (Rumors.it)
Salvatelo

(Adnkronos) - ''Immaginate la faccia, prima preoccupata poi incredula, dei pazienti in sala d'aspetto quando si son visti comparire sulla soglia del Pronto Soccorso il dottor Ross in carne ed ossa. Era proprio George Clooney, la star lanciata da ER - Medici in prima linea, quello avvistato due settimane fa in Ticino, all'Ars Medica di Gravesano''. A rivelarlo e' la Radiotelevisione Svizzera Italiana, secondo cui mercoledi' 12 agosto, poco dopo le 13, alla clinica privata a due passi da Lugano il famoso attore americano e' andato per farsi curare un infortunio al braccio. Clooney, stando a Rsi.ch, non era solo. Con lui al Pronto soccorso dell'Ars medica di Lugano e' apparsa anche Elisabetta Canalis, l'ultima fiamma del divo hollywoodiano e protagonista del flirt estivo piu' chiacchierato. ''Qualche sorriso, un po' di imbarazzo e un saluto fugace ai presenti, e poi Clooney e l'affettuosissima Canalis sono ripartiti in direzione di Laglio, sul Lago di Como, dove risiede l'attore quanto non e' sul set. I due sono ripartiti a tutta velocita' a bordo di una lussuosa berlina nera'', riporta la Rsi Rsi. Stando alla Radiotelevisione Svizzera Italiana, alla Clinica di Gravesano Clooney e' arrivato indirizzato da un dentista di Rancate amico del suo giardiniere comasco. ''La settimana di Ferragosto, come raccontato da ''l'Informatore''- continua la Rsi- Clooney si era recato nello studio medico nel quartiere di Mendrisio per un primo consulto, ma poi gli e' stato consigliato di farsi curare nella clinica a due passi dall'autostrada. La stessa che nel dicembre 2003 ospito' ance il premier italiano Silvio Berlusconi per un intervento di chirurgia estetica''.
L'amore? Un'equazione

Cerchi la persona giusta? Una matematica australiana sostiene che i single abbiano maggiori possibilità se incontrano, e poi rifiutano, 12 potenziali partner, per poi tornare a cercare l'amore.
Clio Cresswell, studiosa dell'Università di Sydney, ha raccontato a Reuters la sua strategia, il risultato di una complessa analisi matematica, e ha dichiarato che questo metodo garantisce a coloro che sono in cerca d'amore un 75% di possibilità di trovare il partner giusto.
"Continuiamo a ripetere di aver trovato la persona giusta ma poi i risultati sono terribili, con il tasso di divorzi piuttosto alto in diversi paesi. Ma anche ai giorni nostri, in un momento in cui si incontrano tante persone ogni giorno, il 12 rimane un numero valido".
Stando alla teoria della studiosa australiana, i single dovrebbero avere almeno 12 approcci romantici, che non necessariamente devono condurre ad una relazione di tipo fisico, per aumentare considerevolmente le proprie chance di trovare il partner giusto.
"Non è una questione di giusto o sbagliato, si tratta di un modello matematico", ha detto Cresswell. "Il partner perfetto non appare all'improvviso. Bisogna lavorarci".
Cresswell, che ha scritto anche un libro intitolato "Mathematics and Sex" e vorrebbe far diventare la matematica il più accessibile e divertente possibile, ha detto di voler portare un po' del ragionamento razionale che sta alla base della matematica nel campo più irrazionale che ci sia, ovvero l'amore.
"Dedicheremmo sicuramente più tempo alla ricerca di un'auto che non alla ricerca dell'amore", ha detto la studiosa.
"Probabilmente, penseremmo di aver trovato l'anima gemella al secondo tentativo. Questo metodo non riguarda solo la conoscenza ma anche la consapevolezza di sé. Ci consente di fermarci a pensare a quello che realmente vogliamo". (Reuters)
Il tormentone

I migliori ricordi estivi sono sempre accompagnati da una colonna sonora, il "tormentone" che ci segue ovunque. In radio, in macchina, in spiaggia non si sente altro e state pur certi che "quella" canzone vi ricorderà sempre "quella" particolare estate.
Ogni anno artisti di ogni genere si contendono la fascia della canzone estiva più ascoltata, cercando di indovinare il ritmo e le parole che possano rimanere in testa più facilmente.
Quest'anno, invece, no. Da un'indagine condotta da "Sounders Listening" , infatti, è emerso che in questa estate 2009 sembra non ci sia alcuna canzone che possa essere incoronata come "vero tormentone".
Dalla ricerca effettuata dall'osservatorio tecnologico di Sounders su un campione di 300 ragazzi e ragazze italiane, di eta' compresa tra i 18 e 30 anni, ben il 78 per cento ha ammesso che difficilmente questa vacanza potrà essere ricordata da un brano comune a tutti. Ognuno, quindi, ha potuto scegliere la colonna sonora "personale" delle proprie vacanze.
A dominare, allora, in questi giorni sotto gli ombrelloni e nei propri ricordi, come "tormentoni personali" sono stati i classici pezzi italiani.
La classifica dei dieci artisti più cantati vede in testa vecchie glorie e mostri sacri degli anni Sessanta e Settanta: al primo posto con il 75% c'è Lucio Battisti con canzoni entrate ormai nella storia della musica italiana come "Dieci ragazze" mentre al 53% si piazza l'evergreen Adriano Celentano con successi come "Azzurro" e "24.000 baci" e medaglia di bronzo con il 61% spetta naturalmente al rocker italiano Vasco Rossi con le sue intramontabili "Vita spericolata" e "Alba chiara". Ai piedi del podio troviamo, anche, i giovani Tiziano Ferro (49%) e Arisa (44%) e altri grandi della musica classica italiana come Gino Paoli (40%) con i classici estivi da falò "Sapore di sale" e il "Cielo in una stanza", Renato Zero, Claudio Baglioni (39%), ex aequo fra De André e Guccini (32 %) e decimo Max Pezzali.
Mentre i classici della canzone italiana spopolano in spiaggia, le hit straniere sono le più ballate in discoteca. In pole position troviamo la popolarissima "La La song" di Bob Sinclair, colonna sonora dello spot Wind, e a seguire abbiamo i Black Eyed Peace, veterani del genere "tormentoni", che hanno giocato ben due carte musicali come "I got a feeling" e "Boom boom pow".
Vanno annoverate tra le canzoni tipicamente estive anche "Poker Face" di Lady Gaga, "Wonderful" di Gary Go e le Pussycat Dolls con "Jay-Ho", pezzo remix tratto dal film "The Millionaire".
I pretendenti al tormentone non mancano, e mentre tentano la sfida dj David Guetta, Nelly Furtado e Shaggy, c'è già chi pensa al tormentone d'autunno. (Funweek Blog)