Questione di First Lady?

18/02/2008

Casa Bianca (foto Reuters)

(Ign) - Visitare uno dei più famosi palazzi del mondo, la Casa Bianca, con una guida d'eccezione: la first lady Laura Bush. E' possibile farlo, in un certo senso, leggendo un articolo della rivista internazionale di design 'Architectural Digest' sull'arredamento degli interni del luogo che ospita il presidente degli Stati Uniti d'America. Chi non sa cosa sia il 10 di Downing Street o il palazzo dell'Eliseo conosce senza dubbio la Casa Bianca. Un palazzo diventato qualcosa di più delle sue quattro mura e del giardino: è un simbolo.

Chi più chi meno, molti presidenti hanno apportato dei cambiamenti, alcuni per scelta, altri per necessità. Durante la guerra del 1812, la Casa Bianca viene bruciata e il generale Washington considera di spostare la capitale altrove. Ma, alla fine, rimane dov'è e viene ricostruita. In seguito, con l'aiuto dell'architetto Charles McKim, è Theodore Roosevelt a provvedere alla costruzione dell'ala ovest nel 1900, mentre William Howard Taft 'crea' l'ufficio ovale nel 1909. Franklin Roosevelt contribusce poi con l'apertura di un cinema e di una piscina coperta - che Richard Nixon ricopre con assi di legno - ed Harry Truman aggiunge un balcone alla parte posteriore della casa. Da allora i presidenti, compreso George W. Bush, si sono limitati alle riprogettazioni degli interni.

Dopo essere stato eletto, Bush jr. ha ricevuto una chiamata dal White House's chief usher per sapere che genere di tappetto volesse nella cosiddetta 'stanza ovale' (nella foto). Così, racconta Laura Bush, invece di prendere la decisione, il presidente "me l'ha delegata". Lavorando con Kenneth Blasingame, che ha progettato gli interni del ranch a Crawford, in Texas, Laura Bush ha iniziato da quel momento ad occuparsi di alcuni ambienti della Casa Bianca. Per quanto la 'stanza ovale', "abbiamo capito che (George, ndr) avrebbe desiderato un ufficio pieno di sole", racconta la First Lady, e così nel bel mezzo del tappetto lei e Blasingame hanno fatto apporre il sigillo presidenziale, quindi hanno fatto aggiungere i raggi e hanno rifinito il tutto con una ghirlanda di foglie d'alloro.

E, sotto il segno di Laura Bush, ha preso il via una vasta ri-decorazione della Casa Bianca, visto che la First Lady ammette: "Mi piacciono le case e mi piace decorare". ll padre, aggiunge, ''era un costruttore di case a Midland, in Texas''. E, naturalmente, ''ha costruito tutte le case in cui abbiamo vissuto".

'Fate soltanto le cose che dovete fare' è il motto di Blasingame e, sulla base di questo, la 'squadra' della signora Bush ha cambiato solo quelle stanze che avevano bisogno di essere cambiate: per esempio, dove i colori stavano sbiadendo o dove, come nella camera da letto 'Lincoln', la mobilia erano storicamente inadeguata. Nella biblioteca inoltre, che non era stata toccata dalla gestione Ford, nel 2006 le pareti di pino sono state verniciate con un colore crema e i drappeggi sono stati sostituiti con alcuni coni che hanno dato una maggiore illusione di altezza. "La stanza ha ora una 'sensibilità' maggiore," dice Blasingame.

Ma di tutte le stanze ri-decorate, la 'Green Room' è la preferita da Laura Bush: "Amo il modo in cui sembra che ti guarda'', con i suoi muri ricoperti di seta. Tessuto che, precedentemente, era stato scelto personalmente da Jacqueline Kennedy. E oggi, conclude la First Lady, ''rimane verde, naturalmente, ma un verde di una tonalità più scura e più vibrante''.

Le foto e gli articoli presenti su "Napoli Magazine" sono stati in larga parte presi da Internet, e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione, indirizzo e-mail redazione@napolimagazine.com , che provvederà prontamente alla rimozione.