Mastella indagato

17/01/2008

Clemente Mastella (foto Reuters)

NAPOLI/ROMA (Reuters) - Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, è indagato dalla procura di Santa Maria Capua Vetere in un'inchiesta sulla presunta gestione illecita del potere in Campania che ha portato agli arresti domiciliari sua moglie, Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale campano, e altri amministratori dell'Udeur.

Dall'ordinanza di custodia cautelare della Lonardo per concussione, che Reuters ha potuto leggere, si evince che il ministro è indagato per concorso esterno in associazione a delinquere, finalizzata in particolare contro la pubblica amministrazione, concorso in concussione, tentata concussione, concorso in abuso d'ufficio e concorso in falso.

Mastella ha dato oggi le dimissioni da ministro -- dopo che i media avevano divulgato la notizia riguardante sua moglie, ma prima che si diffondesse quella del suo coinvolgimento nell'indagine -- ricevendo la soldarietà del premier Prodi e di tutto il Parlamento.

L'inchiesta, che vede in totale 35 indagati, ha prodotto finora 23 ordinanze di custodia cautelare, di cui quattro in carcere, 19 ai domiciliari, e tre provvedimenti interdittivi da funzioni pubbliche. I reati contestati sono, a vario titolo, associazione per delinquere, falso in atto pubblico, corruzione, concussione e turbativa di appalti. Lo ha detto in un comunicato il procuratore capo della cittadina casertana, Mariano Maffei.

Al centro dell'indagine c'è "un tessuto illecito radicato nell'aerea politica, amministrativa e giudiziaria della Campania" che ruota intorno all'Udeur, il partito dei Mastella, si legge nella nota.

Nell'ordinanza notificata alla Lonardo, i magistrati campani sostengono che il ministro avrebbe "concorso con altri ad alcune fattispecie di reato" e che, come leader nazionale dell'Udeur, "esercitava poteri di controllo su attività di enti pubblici ricadenti nel territorio della Campania... offriva un contributo concreto specifico, consapevole e volontario alle finalità dell'associazione", allo scopo di "consolidare sul territorio il potere dell'Udeur".

Mastella non ha commentato le accuse contro di lui, ma l'ufficio politico dell'Udeur ha espresso in una nota "piena e convinta solidarietà " a Mastella, alla moglie e a tutti gli altri indagati del partito, dicendosi certo che "le indagini dimostreranno la totale estraneità del partito e dei suoi esponenti all'enormità delle accuse".

In mattinata la Lonardo aveva detto di avere appreso dalla tv la notizia che sarebbe stata messa ai domiciliari. "Mi sento assolutamente serena, non ho nulla da temere e fornirò all'autorità giudiziaria qualunque chiarimento che mi venga richiesto", ha detto in un comunicato.

AI DOMICILIARI ANCHE SINDACO DI BENEVENTO, ASSESSORI REGIONE

La custodia in carcere è stata disposta, tra gli altri, per Carlo Camilleri, consuocero di Mastella.

Tra le figure di spicco poste ai domiciliari, oltre alla Lonardo, ci sono Fausto Pepe, sindaco di Benevento ed ex consigliere comunale dell'Udeur, l'assessore regionale campano all'Ambiente, Luigi Nocera, e quello a capo del personale, Andrea Abbamonte, entrambi dell'Udeur, il capogruppo dell'Udeur in consiglio regionale, Ferdinando Errico, e un consigliere regionale dell'Udeur, Nicola Ferraro.

Sono stati interdetti dalla pubblica funzione il prefetto di Benevento, Giuseppe Urbano, il presidente di sezione del Tar della Campania, Ugo De Maio, e un vigile urbano.

L'ordinanza di custodia cautelare è firmata dal gip Francesco Chiaromonte su richiesta del pm Alessandro Cimmino.

Le indagini "hanno preso spunto da conversazioni telefoniche relative a gestione di appalti e servizi pubblici della provincia di Caserta", si legge nel comunicato della procura.

"Molti enti pubblici regionali e molti enti locali campani hanno conformato le loro scelte... secondo gli interessi di un gruppo ristretto di persone (coordinate da Camilleri) che, facendosi forte del potere politico amministrativo del partito Udeur, orienta di fatto ogni scelta e ogni decisione di enti locali in cui sia presente uno schieramento politico di tale partito".

A MASTELLA CONTESTATO CONCORSO IN CONCUSSIONE DI BASSOLINO

Il legale della famiglia Mastella, Titta Madia, ha fatto sapere che "non c'è in ballo una dazione di danaro o altri vantaggi, ma solo un contrasto di carattere politico fra la signora Mastella e il direttore dell'ospedale di Caserta relativamente alla nomina di un medico".

Dall'ordinanza emerge che a Mastella viene contestato anche un episodio di concorso in concussione con Camilleri ai danni del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, per assicurare che il commissario Area sviluppo industriale (Asi) di Benevento fosse "una persona liberamente designata da Mastella", dopo che il presidente dell'Iacp di Benevento non era stato attribuito in quota Udeur.

In particolare, i magistrati ipotizzano che Mastella abbia fornito "precise direttive" a Camilleri e agli assessori regionali Udeur, Nocera e Abbamonte, per far pressione su Bassolino, ad esempio "dando la sensazione di far venire meno la maggioranza in Giunta" e con una campagna di stampa in cui Mastella attaccava Bassolino per la gestione dei rifiuti.

In seguito alla vicenda della moglie, questa mattina in aula alla Camera Mastella ha annunciato le sue dimissioni.

"Sono fiera di lui, è un uomo eccezionale, ma non ne avevo dubbi", ha commentato ai microfoni del Tg1 la Lonardi, aggiungendo che al contrario del marito lei non ha alcuna intenzione di lasciare il suo posto di presidente del Consiglio regionale della Campania.

"Ha dimostrato quello che è: un uomo per bene. Continueremo insieme le nostre battaglie".

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