A scuola di tifo

31/01/2008

Tifosi cinesi (Foto Reuters)

PECHINO (Reuters) - All'ultimo piano del centro commerciale Yansha di Pechino, Huang Kuoshan e 49 suoi colleghi stanno aspettando di essere ammessi alla lezione di civilizzazione delle squadre di tifosi per i giochi Olimpici di Pechino.

Con tutti i siti olimpici già pronti e il rinnovamento delle infrastrutture della capitale praticamente terminati, alle autorità cittadine non rimane altro da fare che trovare un modo per evitare che le cattive abitudini dei cinesi possano rovinare il grande appuntamento del prossimo agosto.

Riuniti in una vecchia stanza dalle tende rosse solitamente usata per i ritrovi dei gerarchi del partito comunista, i negozianti del centro commerciale alzano il braccio destro e ripetono il giuramento.

"Prometto di essere un onorabile membro della squadra di supporto per i giochi Olimpiadi Pechino", ripetono tutti in coro. "Mi impegno a promuovere lo spirito e la conoscenza delle Olimpiadi, a diffondere l'etichetta olimpica, a proteggere l'ambiente e a seguire i regolamenti".

"Farò il tifo per gli atleti, per il mio paese e per le Olimpiadi", concludono i neostudenti.

Le campagne educative promosse dalla città di Pechino contro le cattive abitudini come sputare per terra, abbandonare la spazzatura in giro e saltare le code sono state ampiamente pubblicizzate, ma le autorità sono preoccupate anche che il linguaggio rude, la mancanza di cultura sportiva e un tifo scorretto per gli atleti di casa possano creare imbarazzo tra gli organizzatori dei Giochi.

Oltre alle regole base di alcuni giochi come la pallavolo, l'arbitro Lu Weiping spiega alla classe di negozianti le possibili situazioni in cui sarà richiesta la partecipazione del pubblico.

"E' probabile che la palla rimbalzi fuori dal campo. In questo caso spero che tutti voi siate pronti a restituirla agli addetti alla raccolta delle palle", dice Lu. "Non dovete tirare la palla direttamente in campo. Potrebbe essere pericoloso perché un giocatore potrebbe inciampare sulla palla", conclude Lu.

Per Huang, la possibilità di assistere dal vivo ad un evento dei Giochi val bene la pena di sorbirsi una lezione di tre ore sulle regole base della pallavolo e su come tifare in modo appropriato per la propria squadra.

"E' divertente, e provo anche un certo senso del dovere nel tifare per le squadre nazionali e per il mio paese", ha detto il negoziante 32enne a Reuters.

Huang e i suoi colleghi sono stati selezionati fra i 3000 lavoratori impiegati nel centro commerciale statale di Yansha e formano solo una piccola parte delle oltre 100.000 persone che stanno partecipando a corsi educativi di questo genere.

La felicità? E' come una U

30/01/2008

Smile (foto AP)

Che siate felicemente sposati o no, che abbiate o meno lavoro e reddito gratificanti, la vostra felicita' rischia di appannarsi con la quarantesima candelina; ma niente paura, i lumi del benessere mentale si riaccenderanno passata la fase critica della mezza eta'.

E' la scoperta, in uno studio unico nel suo genere che ha coinvolto due milioni di persone di 80 paesi del mondo, condotto da Andrew Oswald dell'Universita' inglese di Warwick e David Blanchflower del Dartmouth College in USA. La forma della felicita', rivelano gli esperti sulla rivista di sociologia piu' citata al mondo 'Social Science e Medicine', e' dunque quella di una 'U': la felicita' e il benessere psichico hanno un picco positivo in giovane eta', poi calano fino a un minimo intorno ai 40 anni, per riprendersi in eta' avanzata.

L'effetto contrario si ha per la depressione, che avrebbe il suo picco massimo proprio intorno ai 40 anni. Gli esperti hanno raccolto una mole enorme di dati a livello mondiale, Italia compresa, per esaminare se vi fosse l'esistenza di un trend comune a tutte le persone, indipendentemente da origine geografica e stato economico-sociale.

Sorprendentemente questo filo conduttore comune, in paesi poveri come nell'opulento Occidente, l'hanno trovato scorrere lungo una 'U'; forse le linee immaginarie seguite da felicita' e depressione sono tracciate da qualcosa radicato nella stessa natura umana. Cosi' mentre all'approssimarsi dei 40 la felicita' scema, la depressione incalza, indipendentemente dalle condizioni di vita. ''Alcune persone soffrono piu' di altre ma l'effetto accomuna tutti - dichiara Oswald - single e sposati, uomini e donne, ricchi e poveri, con o senza figli; nessuno sa perche' questo dato appare cosi' costante''.

E' possibile, aggiunge Oswald, che intorno ai 40 le persone acquisiscano quella maturita' che le rende capaci di accettarsi per quel che sono, coi loro punti di forza e debolezze e che dicano addio cosi' una volta per tutte a tante aspirazioni irrealizzabili. ''Qualcosa avviene di misteriosamente profondo dentro di noi - conclude Oswald - e solo dopo i 50 le persone cominciano a riemergere da questo periodo 'cupo'''. Sara' pur vero che la vita comincia a 40 anni, quindi, ma per la felicita' forse dobbiamo aspettare i 50.(ANSA)

'Eminence' dilaga

29/01/2008

Luciana Littizzetto (foto ANSA)

'Anche la mia segretaria mi chiama Eminence, come fa Luciana Littizzetto in televisione', ha ammesso il cardinale vicario Camillo Ruini. Il porporato lo ha raccontato divertito subito dopo la registrazione di 'Otto e mezzo' in onda stasera su 'La 7'. Ruini ha ammesso di non aver visto mai personalmente la comica in azione a 'Che tempo fa'. 'Mi hanno detto che e' simpatica e brava, ed anche la mia segreteria adesso mi chiama sempre 'Eminence', con lo stesso tono della Littizzetto'.

Tennis, Djokovic: "Gioia indescrivibile"

28/01/2008

Djokovic (foto AP)

MELBOURNE (Australia) - Il serbo Novak Djokovic e' il nuovo re degli Australian Open. In finale ha sconfitto l'astro nascente francese Jo Wilfried Tsonga per 4-6, 6-4, 6-3, 7-6 (2). Per Djokovic, 20enne numero 3 del mondo, e' l'ottava vittoria in un torneo Atp, il primo nel circuito del Grande Slam. "La gioia che si prova - ha detto Djokovic in conferenza stampa - è indescrivibile; ho sempre sognato questo momento fin da piccolo e sono fiero per tutti i miei connazionali e per tutti i problemi che ha passato la Serbia in questi anni. Sono sceso in campo molto nervoso perchè ero il favorito e non sono abituato a ricoprire questo ruolo nelle grandi finali. La chiave di tutto è stata il servizio: sono migliorato molto e questo mi da tanta fiducia in più. Non credo che il risultato di un singolo torneo possa cambiare la storia del tennis. Federer e Nadal sono ancora i più forti e onore a loro che sanno gestire queste pressioni riuscendo sempre a dare il meglio. Vi giuro che non è facile".

'Già a 13 anni'

27/01/2008

Britney Spears (foto Quotidiano.net)

Ha iniziato a bere quando aveva tredici anni, un anno dopo è passata a provare le droghe. E' stata questa l'adolescenza di Britney Spears, secondo quanto ha rivelato al 'Sun' suo zio William Spears. Al tabloid, lo zio - rintracciato in una casa-camper vicino Kentwood, in Louisiana - ha raccontato che la cantante ha anche paura di imitare la tragica fine della nonna Emma Jean, che si suicidò all'età di 31 anni. Dopo gli anni turbolenti dell'adolescenza, William Spears ha spiegato che la situazione della nipote peggiorò con il compimento dei 18 anni, quando sniffò cocaina. "Ha provato praticamente di tutto", ha ammesso, "cocaina, crystal meth, ecstasy". Willie, di professione saldatore, ha deciso di parlare dopo aver assistito al crollo di Britney per aver perso la battaglia legale con l'ex marito Kevin Federline per la custodia dei figli Sean Preston e Jayden James. Un crollo che secondo lui trova giustificazione nel turbolento passato della rockstar. "Non sono soltanto un amico di famiglia o qualcuno che sostiene di conoscerli - ha dichiarato - Ero lì ogni giorno, a lavorare con loro. Ho visto tutte le cose terribili che accadevano". Secondo William Spears la dipendenza della popstar dalla bottiglia, iniziata a 13 anni, ha nel padre Jamie - suo fratello - uno dei maggiori responsabili. (quotidiano.net)

20 milioni di sottopagati

26/01/2008

Euro (foto ANSA)

ROMA (Reuters) - Solo poco più di un terzo delle famiglie italiane riesce ad arrivare alla fine del mese, mentre è raddoppiata la percentuale di chi chiede un finanziamento e sono aumentate a un massimo degli ultimi sei anni le persone pessimiste riguardo alla situazione economica dei prossimi 12 mesi.

E' quanto emerge dall'ultimo Rapporto Italia 2008 di Eurispes, in cui si parla di un solco profondo tra società e classe politica, a cui i cittadini chiedono di assumersi la responsabilità di prendere decisioni e di fare scelte importanti.

"L'Italia è un Paese in ostaggio", spiega il presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara. "Un Paese prigioniero della propria classe politica che ha steso sulla società una rete a trame sempre più fitte impedendone ogni movimento, ogni desiderio di cambiamento e di modernità, riducendo progressivamente gli spazi di democrazia e mortificando le vocazioni, i talenti, i meriti, le attese, le aspirazioni di milioni di cittadini".

"Ma a sua volta la politica stessa è diventata ostaggio. Tanto è forte e invasiva nella società, tanto è prona e remissiva nei confronti dei poteri forti, della finanza, delle banche, delle assicurazioni, delle grandi agenzie di rating, del sistema della comunicazione e dell'informazione, delle mille corporazioni che caratterizzano la storia ed i percorsi del nostro Paese", aggiunge Fara.

PEGGIORATA LA SITUAZIONE ECONOMICA DELLE FAMIGLIE. GIOVANI I PIU' POVERI

Secondo Eurispes, in un anno la situazione economica delle famiglie è "decisamente peggiorata": il 32,1% degli italiani registra lievi segnali di peggioramento economico del proprio nucleo familiare e il 13,7% percepisce un peggioramento economico di più marcata entità (rispetto all'11% del 2007).

Per quanto riguarda i prestiti, anche se in termini assoluti pesano soprattutto i mutui per la casa, percentualmente è il credito al consumo a registrare il maggiore aumento (+17,6%).

Il pagamento a rate viene usato per pagare di tutto, dalle visite mediche, ai libri scolastici e ai viaggi, con la Lombardia che risulta la regione più indebitata.

Secondo Eurispes, "la povertà dilaga nel Paese ed è sempre più giovane", aggiungendo che "il totale delle persone a rischio di povertà e di quelle già comprese tra gli indigenti è allarmante: si possono stimare circa 5.100.000 nuclei familiari, all'incirca il 23% delle famiglie italiane e più di 15 milioni di individui". Di questi quasi 3 milioni sono minori di 18 anni.

Il rapporto evidenzia che sono oltre 20 milioni i lavoratori sottopagati, con i salari mediamente inferiori del 10% rispetto alla Germania, del 20% rispetto al Regno Unito e del 25% rispetto alla Francia. E in ogni caso "i salari italiani sono tra i più bassi in Europa".

I "WOORKING POORS"

Nasce una nuova categoria, quella dei "'working poors", lavoratori poveri, "persone che pur avendo una occupazione professionale hanno un tenore di vita molto vicino a quello di un disoccupato".

Per far fronte alla situazione, secondo Eurispes, occorre "diminuire la pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e agire sulla struttura temporale della contrattazione" per rendere "disponibili risorse per il miglior sostentamento delle famiglie".

Il 78,5% degli italiani inoltre nutre pessimismo e sfiducia nella situazione economica complessiva che si prospetta nei prossimi dodici mesi.

"Questo sentimento di pessimismo è il più alto registrato nel corso degli ultimi sei anni", spiega Eurispes, con soltanto il 10,9% dei cittadini che continua a guardare con speranza al futuro dell'economia italiana.

Prodi non passa al Senato

25/01/2008

Romano Prodi (foto ANSA)

"Sono sereno". Questo il commento del Presidente del Consiglio dimissionario Romano Prodi al termine della giornata che lo ha portato alla sfiducia del Senato e alle dimissioni.

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