Vietato rubare l'identità

15/12/2007

Tastiera (foto Reuters)

(AGI) - Rischia di finire in carcere chi fornisce sul web una falsa identita'. Lo si evince da una sentenza della Cassazione, con la quale e' stata confermata la condanna inflitta dalla Corte d'appello di Firenze ad un uomo accusato del reato di sostituzione di persona, perche' "al fine di procurarsi un vantaggio e di recare un danno" ad una donna, "creava un account di posta elettronica apparentemente intestato a costei e, utilizzandolo, allacciava rapporti con utenti della rete Internet e induceva in errore sia il gestore del sito sia gli utenti". La Suprema Corte (quinta sezione penale, sentenza n.46674), nel rigettare il ricorso dell'imputato, rileva infatti che "oggetto della tutela penale, in relazione al delitto previsto dall'art.494 c.p. e' l'interesse riguardante la pubblica fede, in quanto questa puo' essere sorpresa da inganni relativi alla vera essenza di una persona o alla sua identita' o ai suoi attributi sociali". Nel caso di specie, "il soggetto indotto in errore - si legge nella sentenza - non e' tanto l'ente fornitore del servizio di posta elettronica, quanto piuttosto gli utenti della rete, i quali, ritenendo di interloquire con una determinata persona, in realta' inconsapevolmente si sono trovati ad avere con una persona diversa". Per i giudici di Piazza Cavour, infatti, "non e' affatto indifferente, per l'interlocutore, che 'il rapporto descritto nel messaggio' sia offerto da un soggetto diverso da quello che appare offrirlo, per di piu' di sesso diverso".

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