Il futuro abita a Tokyo

Si fa presto a dire Tokyo, sembra sia dietro l'angolo, i prodotti "made in Japan" sono di ottima qualità, le forniture regolari e, in particolare nel settore automobilistico, hanno un rapporto prezzo/qualità in grado di battersi spesso vittoriosamente contro i modelli europei ed americani.
E proprio da domani è previsto un altro confronto diretto, con l'apertura de salone dell'auto a Makuhari Messe, in un ambiente compatto, che ricorda un po' le volte del salone di Ginevra. Al contrario di quello svizzero però, a fare notizia non sono le auto, anzi.
Tokyo, infatti, è il salone dei prototipi, concept car che spesso non verranno mai prodotte. Con 241 espositori provenienti da 11 Paesi però, il 40mo salone dell'auto raccoglie partecipazioni da tutto il mondo. Così ai costruttori giapponesi, cui spetta il ruolo di padroni di casa con Daihatsu, Honda, Mitsubishi, Nissan, Subaru, Suzuki e Toyota resta soprattutto la sezione dei prototipi.
Perfino Toyota, infatti, ha lasciato per il momento da parte la nuova Land Cruiser 100 (pubblicizzata però sui manifesti murali all'interno del salone stesso) per presentare un bizzarro veicolo, una specie di sedia a rotelle che si muove spinta da un motore elettrico. Ed è questo un motivo ricorrente per Tokyo 2007.
I giapponesi, infatti, hanno deciso di puntare tutto sull'elettricità per indirizzare la produzione verso carburanti alternativi. Più tradizionali nella produzione, invece - ma qui sembra quasi una colpa - i protagonisti del mondo occidentale. Presenti alcune marche italiane (Alfa Romeo, Ferrari e Maserati), non mancano General Motors, Mercedes, BMW, Chrysler, Land Rover, Volvo, Jaguar né i francesi di Peugeot, Renault e Citroen.
I produttori, insomma, sono accorsi tutti all'appello, però con proposte apparse abbastanza lontane dalla filosofia di esasperata innovazione, salvo per l'anteprima mondiale dei concept Volkswagen Space Up!, versione minivan a cinque porte della Up! tre porte presentata a Francoforte, e l'Audi Metroproject Quattro, che dovrebbe prefigurare le linee della futura piccola A1.