Oggetti proibiti alle Olimpiadi

Continua la marcia di avvicinamento alle Olimpiadi di Pechino 2008, un'edizione dei Giochi che rappresenta non solamente un grande traguardo sportivo, ma anche e forse soprattutto un passo politico di avvicinamento tra la Repubblica Popolare Cinese ed il resto del mondo.
Le profonde differenze tra la cultura cinese e quella occidentale, però, traspaiono chiaramente nella lista degli oggetti vietati all'interno del villaggio olimpico, un elenco reso noto dal comitato organizzatore cinese. Oltre alle classiche prescrizioni relative alle armi, alle bevande alcoliche e agli animali, tra i prodotti indesiderati risultano anche il materiale religioso, quello di propaganda politica e anche le bandiere di paesi o regioni non partecipanti ai Giochi.
Queste restrizioni vogliono evitare l'esplodere di casi politici riguardo, ad esempio, a regioni contese come il Tibet, invaso nel 1950 dall'esercito cinese. L'immagine di Sydney 2000, quando Cathy Freeman fece il giro d'onore dopo l'oro nei 400 con la bandiera aborigena, non sarebbe assolutamente accettata a Pechino.
Il villaggio olimpico, dunque, sarà "off limits" per tutti i cappellani delle varie delegazioni olimpiche, a meno di un dietro-front del comitato organizzatore che però ha già abituato tutti con la sua rigidità.
Mancano solamente 300 giorni alle Olimpiadi, ma francamente c'è ancora tanta strada da fare per coniugare lo spirito olimpico con la rigidità culturale di Pechino.