Mariti contro conviventi

Uomini sposati più fannulloni rispetto ai conviventi di sesso maschile. Almeno sul fronte faccende domestiche. Una volta giunti all'altare, i maschi ne vogliono sapere sempre meno di scopa, paletta, aspirapolvere e piatti da lavare. Mentre prima di infilare l'anello al dito sembrano più dediti alle faccende domestiche, anche se - inutile negarlo - fanno sempre meno rispetto all'altro sesso. E' quanto emerge da uno studio condotto su 17 mila persone di 28 Paesi differenti.
La ricerca, realizzata dalla George Mason University (Usa) in collaborazione con la sociologa Shannon Davis e pubblicata sul Journal of Family Issues, 'inchioda' il cosiddetto sesso forte alle accuse che da sempre gli vengono mosse: gli uomini sono pigri in casa, quando si tratta, ad esempio, di rassettare, stirare e preparare la cena. Una 'prova', quella che arriva dallo studio pubblicato sul Journal of Family Issues, che non sorprende ma che, piuttosto, conferma un antico stereotipo: quello delle donne più impegnate nelle faccende domestiche, nonostante cresca progressivamente il numero delle lavoratrici che ha smesso i panni della casalinga. Ma ciò che davvero stupisce della ricerca statunitense è la maggiore pigrizia che contraddistingue gli uomini che hanno la fede al dito.
"E' come se - tenta di spiegare Davis - l'istituzionalità del matrimonio finisse per avere un effetto tradizionalista sulla coppia. E' questo avviene indistintamente in Paesi di cultura e tradizioni differenti".
E dopo Harry Potter?

L'autrice di Harry Potter, Joanne Kathleen Rowling, starebbe gia' lavorando ad un giallo: a rivelarlo e' il quotidiano Sunday Times. Secondo il giornale inglese, la creatrice del mago con gli occhiali che aveva dichiarato di voler prendere una pausa dopo l'uscita del suo 7/o romanzo, e' stata vista scrivere in un caffe' in Scozia. 'Mia moglie l'ha vista al lavoro su un giallo ambientato a Edimburgo', ha dichiarato il giallista britannico e vicino di casa della Rowling, Ian Rankin.
Ricordi (saporiti) d'Italia

Il souvenir enogastronomico tipico del luogo di vacanza e' il preferito dai turisti nazionali e stranieri che trascorrono le ferie estive in Italia. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che lo dimostra una ricerca dell'Istituto Piepoli-Leonardo-Ice nella quale si evidenzia che a mantenere vivo il ricordo dell'Italia per quasi uno straniero su due (45%) sono il cibo e il vino Made in Italy. Questo mentre ben due italiani su tre al ritorno delle vacanze portano un prodotto alimentare tipico secondo un sondaggio on-line sul sito dell'organizzazione degli imprenditori agricoli.
Ad essere particolarmente attratti dalle specialita' alimentari Made in Italy sono nell'ordine i cittadini svedesi (70 per cento) e americani (58 per cento) e il piu' basso per quelli cinesi (31 per cento) e per i russi (28 per cento) che preferiscono i prodotti della moda. Dalla mozzarella di bufala in Campania al formaggio Asiago in Veneto, dal pecorino della Sardegna al prosciutto San Daniele nelle montagne del Friuli, dal vino Barolo del Piemonte alla Fontina in Valle d'Aosta, dalle limoncello campano al Caciocavallo del Molise - sottolinea la Coldiretti - sono alcuni dei souvenir piu' richiesti dai turisti per portare un ricordo "appetitoso" dei luoghi di vacanza.
Una tendenza in rapido sviluppo favorita dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si e' verificata nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, citta' del gusto, feste e sagre di ogni tipo. Sono quattromilatrecentosettantadue (4372) i prodotti agroalimentari italiani ottenuti secondo regole tradizionali antiche tramandate nel tempo disponibili in Italia come souvenir, oltre che per allietare le tavole dei turisti durante le vacanze, e che - precisa la Coldiretti - si aggiungono ai 159 prodotti a denominazione di orgine Dop/Igp e ai 484 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica.
CALCIO, PARMA, ZAMAGNA: "CONTINI? UN OTTIMO ACQUISTO. MORFEO AL NAPOLI? NESSUNA TRATTATIVA"
"Dopo l'acquisto di Damiano Zenoni, il mercato del Parma e' chiuso"
Gabriele Zamagna, d.s. del Parma, ha rilasciato un'intervista a "Napoli Magazine".
- Il Napoli ha ufficializzato l'ingaggio dal Parma del difensore Matteo Contini. Contratto di 5 anni per il 27enne. Che calciatore ha acquistato il Napoli?
"Il Napoli ha acquistato un ottimo calciatore. Nelle ultime tre stagioni, Contini ha dimostrato di essere un difensore molto affidabile, forte fisicamente e di grande personalità. Ha delle buone capacità tecniche. Si tratta di un acquisto azzeccato per il Napoli".
- Contini ritroverà Paolo Cannavaro. Con Domizzi, Cannavaro e Contini il Napoli può contare su una difesa affidabile per la serie A?
"Sono tre calciatori di grande valore, che avranno la possibilità di mostrare le loro qualità in un campionato importante come quello di serie A".
- Al Napoli e' stato accostato anche Morfeo. E' una pista percorribile?
"Non c'e' niente di vero. Morfeo ha un contratto che scade con il Parma il 30 giugno 2008. E' un talento, un numero 10 come pochi. Non c'e' nessuna trattativa per un passaggio di Morfeo al Napoli".
- A che punto e' il mercato del Parma?
"E' appena rientrato il presidente ed abbiamo presentato Damiano Zenoni. Il presidente ha confermato che il mercato del Parma e' chiuso".
- Il Napoli ha puntato molto su giovani promettenti come Lavezzi, Hamsik, Gargano e Contini. Dove può arrivare il club di De Laurentiis e Marino?
"Il Napoli ha operato finora con estremo raziocinio, grazie alla grande competenza di Pierpaolo Marino. Tutte le operazioni portate a termine dal d.g. azzurro sono state fatte con una giusta logica. Credo che il Napoli disputerà un buon campionato".
- Pierpaolo Marino le ha chiesto altri calciatori del Parma?
"Assolutamente no. Abbiamo parlato soltanto di Contini; e' stata un'operazione che ha recato vantaggi a tutti".
Antonio Petrazzuolo
Napoli Magazine
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Viaggio ai confini del mondo: "Napoli Magazine" raggiunge l'isola piu' lontana del globo

Una spedizione di due settimane, nel mese di luglio, per scoprire l'isola in capo al mondo. Nonostante la paura per le difficoltà logistiche, alla fine ci siamo riusciti. Grazie ad una spedizione organizzata dall'esploratore americano, Dennis Schmitt (60 anni, nella foto), ci siamo spinti fino ai confini del mondo. Schmitt, coadiuvato da Holly Wenger, il sottoscritto ed altri quattro impavidi ricercatori, è riuscito a sorvolare con un twin otter (così si chiamano i velivoli a due motori) il punto più alto del mondo. Per il cambiamento del clima, l'esploratore americano aveva scoperto il 6 luglio del 2003, all'82° 42', un'isola formatasi per questo mutamento. Quest'estate, siamo tornati proprio in quella posizione e Dennis Schmitt ci ha confidato che potrebbero esserci delle novità: "Questo continuo sbalzo di temperature sta cambiando lentamente il mondo. Negli anni scorsi non eravamo abituati a questi continui mutamenti; per questo motivo sono riuscito nel 2003 a scoprire l'isola in capo al mondo. Nella spedizione appena ultimata, alla quale ha partecipato per la prima volta un italiano ed in particolare un napoletano, abbiamo avuto modo di appurare che potrebbe crearsi un'isola ancora più a nord dell'attuale sempre per lo stesso fenomeno". Oltre al freddo e all'impossibilità di comunicare via telefono per diversi giorni, possiamo ritenerci soddisfatti. Dennis Schmitt non e' nuovo a questo tipo di scoperte in Groenlandia. Nel 2006, ad esempio, ha trovato un'isola, Uunartoq Qeqertoq (il nome in esquimese) meglio conosciuta come "The Warming Island", nata sempre per i cambiamenti del clima. Tornando alla nostra spedizione, prima di arrivare alla meta, è doveroso sottolineare il percorso: partenza da Oslo, poi con il gruppo passaggio per le Isole Svalbard (paesaggi bellissimi) fino a giungere alla Station Nord: l'ultimo luogo abitato dall'uomo. L'esperienza di aver dormito in tenda nel posto più lontano al mondo resterà indelebile nella memoria.
Renato Pappa
Napoli Magazine
Smettere ad ogni costo

Una donna americana voleva finire in cella per scelta, per sfuggire al vizio del fumo, ma non e' stata autorizzata a farlo. Jodi Perkins, 39 anni dello Iowa, e' convinta che essere rinchiusa in carcere potrebbe essere l'unica via di scampo dal temuto tabacco. La donna fuma due pacchetti di sigarette al giorno. 'Ho provato di tutto - spiega la donna alla Abc - non ho ancora 40 anni e respiro a fatica. Farei di tutto pur di smettere, anche andare in galera. Sto troppo male'.
Il cellulare che ti salva

La luce proveniente dagli schermi dei cellulari ha consentito ai chirurghi di completare un'operazione di appendicite durante un blackout in una città dell'Argentina centrale.
Leonardo Molina, 29 anni, era sul tavolo operatorio lo scorso 21 luglio, quando la corrente è andata via al Policlinico Juan D. Peron, il principale ospedale di Villa Mercedes, una cittadina nella provincia di San Luis.
"Il generatore, che avrebbe dovuto funzionare correttamente, non andava", ha spiegato un portavoce dell'ospedale alla tv TN.
"Chirurghi e anestesisti erano al buio... Un membro della famiglia ha preso alcuni dei cellulari della gente che era in sala d'attesa e ha fatto luce", ha aggiunto.
Ricardo Molina, 39 anni, fratello di Leonardo, ha spiegato al quotidiano La Nacion che la luce è mancata per un'ora e che l'anestesia fatta al fratello stava svanendo.
Il direttore dell'ospedale Dario Maurer ha detto al giornale invece che la sala operatoria è rimasta senza luce al massimo per 20 minuti.