Zola: "Napoli mio tornero' da te"

14/06/2007

Gianfranco Zola, lei era già in Olanda quando il Napoli ha conquistato la promozione. Il suo primo pensiero quale è stato?
«Più che pensare, ho provato una grande emozione. E’ una notizia che mi ha riempito di gioia».

E’ felice da tifoso. Ma anche per...
«Sono contento per la società, per la gente. E poi per il maestro Reja».

Maestro Reja, addirittura?
«Sì, io lo chiamo così perché mi ha allenato a Cagliari. E lavorandoci insieme ho imparato ad apprezzarne le straordinarie qualità».

Che idea si è fatto della società di De Laurentiis?
« Mi sembra abbia dei progetti chiari. Perciò sono ottimista per il futuro».

Dove può arrivare il Napoli al ritorno in serie A dopo 6 anni?
«Ci sono le basi per crescere. Ma è evidente che servirà qualche rinforzo importante: un conto è la serie B, un conto è un campionato in cui giocano le migliori squadre d’Italia».

Se De Laurentiis la chiamasse per dare una mano, accetterebbe?
«Mah, in questo momento sto cercando di imparare una professione (oggi è consulente tecnico dell’Under 21, ma domani pensa di fare l’allenatore, ndi)... ».

Diciamolo, però. Le piacerebbe allenare il Napoli, o comunque avere un incarico dirigenziale nel club.
«Certamente. A Napoli ho passato anni splendidi, che non posso dimenticare. Tornarci sarebbe bello».

Giuseppe Rossi è un talento italiano, ma appartiene al Manchester United. Lei che ha giocato tanto in Inghilterra, sa darsi una spiegazione che non sia solo economica?
«In Italia per i giovani è più complicato affermarsi, anche adesso. Là invece lanciano subito i ragazzini. E poi, proprio per la mia esperienza, posso parlare con cognizione di causa: vivere all’estero è formativo, sia per un diciottenne che per un uomo di 30 anni come ero io quando sono andato al Chelsea».

Non si potrebbe mettere qualche barriera all’emigrazione dei giovani?
«Non sono d’accordo e non sarebbe fattibile, viste le leggi europee. Semmai, le società italiane devono essere brave a non farsi scappare i prodotti del vivaio».

Tornando alla serie A dei grandi: è un campionato che ritrova, oltre al Napoli, la Juventus e il Genoa. Questo porterà un aumento fantastico degli ascolti e dell’interesse dei tifosi.
«E’ un fatto positivo per il calcio italiano. Sarà un bellissimo spettacolo. Mi auguro che sia una stagione divertente, ma senza polemiche».

Quest’anno si giocherà anche Cagliari­Napoli. Sono le due squadre del suo cuore. Come la mettiamo?
«Non andrò allo stadio...».

Ma per chi farà il tifo?
«Ciao». Pacca sulla spalla, saluta e se ne va. Non lo sapremo mai.

Fonte: Corriere dello Sport/goal

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