Oscar: vincono Scorsese, Morricone e "The Departed"

LOS ANGELES - È stata la notte di Martin Scorsese nella serata della 79ma edizione dei premi Oscar al Kodak Theatre di Hollywood. Il regista italo-americano, infatti, al sesto tentativo, si aggiudica l'ambito premio per la migliore regia per "The Departed", il film più premiato della rassegna, al quale è andato anche l'Oscar per il miglior film nonchè per il montaggio (Thelma Schoonmaker) e per la miglior seneggiatura non originale (William Monhan).
A sorpresa Forest Whitaker si aggiudica l'Oscar come miglior attore protagonista per la sua interpretazione de "L'ultimo Re di Scozia", mentre il premio per la migliore attrice protagonista è andato a Helen Mirren per "The Queen".
Fra gli altri premi, miglior attore non protagonista Alan Arkin ("Little Miss Sunshine", la commedia rivelazione dell’anno), migliore attrice non protagonista Jennifer Hudson (al primo film, "Dreamgirls". Curiosità: l'attrice era stata eliminata dal reality show delle aspiranti popstar "American Idol"), miglior film straniero "La vita degli altri", di Florian Henckel von Donnersmarck (Germania). L'Italia festeggia il già annunciato Oscar alla carriera per Ennio Morricone, che ha ricevuto il prestigioso premio con una standing ovation di tutto il pubblico presente in sala, e quello per i migliori costumi di Milena Canonero per il film "Marie Antoinette".
Cameo della serata è stata la presenza a Los Angeles dell’ex vice presidente degli Stati Uniti Al Gore, salutato, anche lui, con una standing ovation. Ha duettato con Leonardo Di Caprio con una gag nella quale ha finto di annunciare una candidatura alla Casa Bianca, prima di essere tagliato dalla regia con lo stacco musicale riservato ai discorsi troppo lunghi. Gore, che è "nominato" anche per il Nobel per la Pace, ha vinto due Oscar, miglior documentario e miglior canzone, con "An Inconvenient Truth", il suo blockbuster sull’effetto serra.
"The Departed" è un frenetico affresco sulla mafia bostoniana, è il remake di un thriller di Hong Kong e del genere conserva sapore e ritmo. Non è il film più bello della carriera per Scorsese ma Hollywood ha comunque riconosciuto quello che il regista meritava da decenni, il bollino blu dell’accademia degli Oscar. Sei volte Scorsese era arrivato "in finale", e altrettante era stato sconfitto per "Taxi Driver", "Toro Scatenato", "Quei Bravi Ragazzi", "L’Età dell’Innocenza", "Gangs of New York" e "The Aviator". Ieri sera si è preso la rivincita sul suo "rivale" Clint Eastwood, in corsa con "Lettere da Iwo Jima". Battuti anche "Babel", "Little Miss Sushine" e "The Queen".
"Grazie, grazie, grazie, grazie, grazie", Martin Scorsese non la finisce più di ringraziare tutti, cast, attori, montatore e sceneggiatore appena ricevuto il premio alla regia per "The Departed" e prima ancora di sapere che il suo film aveva vinto anche il premio più ambito, quello di miglior film. "Tutti mi chiedevano quando l'avrei vinto. Me lo chiedevano in ascensore, me lo chiedeva il medico quando mi facevo le radiografie, me lo chiedevano per strada". E, infine, rivolto al figlio di sette anni Francesco: "Ora puoi cominciare a saltare sul letto. Fai un sacco di casino in albergo".
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