NAPOLI, IEZZO: "FAREMO IL POSSIBILE PER ARRIVARE SECONDI"

28/12/2006



Gennaro Iezzo, portiere del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a "Napoli Magazine" in occasione del premio assegnato dal Coni alla S.S.C. Napoli, come migliore formazione campana dell'anno: "Fa sempre piacere ricevere un premio e dei complimenti da campioni che hanno dato tanto alla città di Napoli e all'Italia intera. Ringrazio tutti per i voti che hanno deciso di assegnare alla S.S.C. Napoli, una società che è rinata da poco tempo. A nome del Napoli ringrazio il Coni e l'Ussi per questo premio molto gradito. Auguro a tutti i tifosi del Napoli e a tutti gli sportivi un 2007 ricco di soddisfazioni. Il Napoli? Noi ce la mettiamo tutta, sabato per sabato. Sappiamo che il campionato di serie B è un torneo molto difficile, poichè quest'anno bisogna fare i conti con la Juventus che, dal mio punto di vista, è già in serie A. Resta un posto disponibile per centrare la promozione diretta in massima serie e mi auguro che la seconda posizione possa essere occupata dal Napoli al termine della stagione in corso. Le altre se la giocheranno ai play off. La promozione in serie B con il Napoli è stata un'emozione incredibile. Sono contento per il rendimento che ho avuto sinora. Spero che il 2007 possa essere migliore del 2006. Il mio sogno? Semplicemente quello di tutti i napoletani: vincere qualcosa di importante con la maglia del Napoli. Per adesso mi accontenterei di un campionato vinto in serie B". Paola Rendina - Napoli Magazine

CALCIO, ASS. PONTICELLI: "LO STADIO NUOVO E' L'UNICA STRADA PER AVERE NAPOLI AD EURO 2012"

28/12/2006



Alfredo Ponticelli, assessore allo sport del Comune di Napoli, ha rilasciato un'intervista a "Napoli Magazine": "Le istituzioni cittadine sono vicine al Coni ed hanno pensato di intervenire con grande piacere alla premiazione di tutti i campioni campani che si sono contraddistinti quest'anno. Tutti questi personaggi famosi rappresentano uno stimolo per i giovani che possono avvicinarsi sempre di più al mondo dello sport. Il nuovo stadio? Stiamo lavorando in questo senso a 360 gradi. C'è l'intenzione di implementare gli impianti sportivi presenti nella nostra città, soprattutto nelle varie municipalità. Stiamo lavorando anche al progetto del nuovo stadio poichè riteniamo che se Napoli vuole essere presente al progetto dei prossimi Europei di calcio del 2012 lo può fare solo se propone uno stadio nuovo, uno stadio modello, ricco di servizi e che sia all'altezza di una competizione come gli Europei. Il nuovo stadio va costruito sicuramente in una zona periferica di Napoli, c'è un'indicazione del consiglio comunale approvata all'unanimità che dice di costruire l'impianto nella zona nord. Noi stiamo seguendo questo ordine del giorno che ci è stato dato dal consiglio comunale. Stiamo lavorando su questo progetto, ci crediamo e penso che sia giusto per i cittadini napoletani avere uno stadio anche in uno dei quartieri meno rinomati. Lo stadio Ottorino Barassi di Secondigliano è rinato; ci auguriamo che presto possa rinascere anche il PalArgento. I lavori del Mario Argento dovrebbero ripartire al più presto; non è un progetto facile, ma siamo convinti di poter realizzare anche questo progetto nel giro di qualche anno. Il PalArgento è un tempio dello sport che va restituito alla città, poichè è una struttura importante per il basket ma anche per altre discipline sportive". Paola Rendina - Napoli Magazine

Calcio, padre Cannavaro: "Fabio nel Napoli? Tra tre anni perche' no?"

28/12/2006



Pasquale Cannavaro, padre di Fabio e Paolo Cannavaro, ha rilasciato alcune dichiarazioni a "Napoli Magazine": "Il premio Coni atleta dell'anno a mio figlio Fabio mi ha fatto davvero piacere. Il 2006 è stato un anno fantastico. Mi ha fatto il regalo più bello per i miei 60 anni, portandomi a casa tantissimi trofei. Mio figlio Fabio nel Napoli insieme a Paolo? Tra tre anni gli scade il contratto; se ce la farà e se ci sarà la volontà del Napoli perchè no? Potrebbe chiudere nel migliore dei modi la sua carriera". Paola Rendina - Napoli Magazine

NAPOLI, DE LAURENTIIS: "ARRIVERA' UN TERZINO SINISTRO"

27/12/2006

"Se andremo in A, inviterò Monica Bellucci al San Paolo per la festa promozione. Bucchi non si muove da Napoli. Mi piacciono giocatori grintosi e decisivi come Gattuso e Toni"



Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato un'intervista esclusiva al "Corriere dello Sport". Ecco i tratti salienti evidenziati da "Napoli Magazine": "Sono fatto così. Se decido di prendere in mano un impegno lo faccio con impegno e passione. Pochi giorni fa eravamo con la testa in "Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi", che uscirà a metà gennaio, e alle 19:30 ho staccato tutto per chiamare la squadra e parlarci. Era l'ultimo impegno prenatalizio ed a quella telefonata io non rinuncio mai. Se ragionassi solo d'istinto chissà quante volte avrei dovuto ricominciare daccapo: quando mi arrivavano sollecitazioni negative per Calaiò, e poi per Reja, e ora per Bucchi. Io invece aspetto: nel calcio ho imparato ad aspettare che le cose maturino. Io rispetto i ruoli e, come nel cinema non faccio parlare nessuno poichè è nel mio mondo, nelle cose di campo non mi azzardo. Parla Marino. Il film 'Natale a New York'? Da soli, e al primo posto, abbiamo fatto più del secondo, terzo, quarto e quinto messi insieme: non è un bel segnale per il cinema, ma è un dato. Il mio bilancio alla fine di questo 2006 è positivo. Ho appreso molto, ho assunto questo incarico mettendoci dentro un impegno, direi, universitario. Ho cercato di capire e di imparare. Mi sono risentito come quando ho iniziato a fare cinema. Ricordo una partenza in salita; da lì ho imparato ad affrontare le difficoltà come un bulldozer. Stesso discorso per il calcio; salire dalla C mi ha fatto capire tante cose. Gli sputi a Martina, le gioie, le leghe così diverse tra loro... Io insomma alle gavette sono abituato. Non faccio il presidente per farlo. Dopo calciopoli pensavo che si dovessero tirare le somme. Invece c'e' un rallentamento quasi fatalistico e questo mi preoccupa. Nessuno di noi interni al mondo del calcio dovrebbe stabilire le regole. Invece sento parlare politici, istituzioni che non hanno niente a che vedere con le leghe. Questo mi lascia sconcertato e spiazzato. Sono passati 8 mesi dal primo segnale dello scandalo e per me si è fatto poco. L'unica preoccupazione è stata quella di mandare avanti il campionato, anzi i campionati. Bisognava fermarsi e dire: rifacciamo le regole. Studiamo gli inglesi, gli spagnoli, l'NBA e riformiamo. Trasformiamo la sfortuna in fortuna. Invece ci si sta dimenticando di calciopoli e i campionati che abbiamo davanti, quelli di A e B, sono sbilanciati: quello di B vale quello di A. La soluzione? Fermarsi, ragionare, rimischiare le carte, guardare seriamente le capacità di bilancio dei club, mandare definitivamente in pensione il mecenatismo che dal 1996, dal decreto Veltroni per cui le società sono diventate a scopo di lucro, non ha più ragione di esistere. Chi ha i mezzi giochi in A, chi non può partecipi ad un altro campionato. Niente retrocessioni? Esatto. Le squadre che rappresentano grandi città, grandi bacini, devono stare in A: a parte la Juve, penso al Napoli, al Genoa, al Bologna, poi questo andrebbe visto nel dettaglio. Superando il campanilismo che in Italia è un ostacolo e che invece deve continuare ad alimentare i vivai. Poi la B, le C, la D devono formare i giocatori, dirigenti e tecnici per la A. Ma non è quello che la Formula 1 ha fatto con la 2, la 3, e i gokart? Chiaramente questi altri campionati dovrebbero avere altri costi, accessibili. Altrimenti è inutile, si generano situazioni di sofferenza anche lì. Già accade e la Figc e Carraro mi pare che non si siano mai interessati di queste cose. Io penso all'NBA; l'idea di una NBA del calcio mi piace molto, una NBA europea. Anche noi siamo in Europa ma non ci sentiamo Stati Uniti d'Europa. Immaginiamoci un grande campionato europeo suddiviso in gironi, con i play off che negli ultimi tre mesi della stagione mettano di fronte le 8-10 squadre migliori d'Europa. Allora si che lo scudetto diventerebbe una cosa straordinaria. In questo modo potremmo aprire le porte ad uno stadio virtuale i cui numeri sono inimmaginabili. Pensiamo a questo anzichè fermarsi a vecchi modi di ragionare: Euro 2012, i signori degli stadi pronti a costruire... Visione americana? Si è vero, come è vero che talvolta gli americani non sbagliano. Il legame con la scuola? Sono un fautore di questo. A Napoli mi capita di vedere ragazzini che giocano a calcio e mi salutano: "Uè, presidè !". Uno ha la maglia dell'Inter, uno della Juve. Capisce dove va a finire l'identificazione con la squadra della città? Io li guardo, sorrido, e bonariamente dico loro: "ma che fate vestiti così?". Poi lo stadio virtuale... Il San Paolo pieno, però, ti dà un'emozione unica, che io non ho provato nemmeno a Berlino quando l'Italia ha vinto il Mondiale. Continuiamo spiegando anche che il tifoso da stadio è particolare, sente il diritto di poter fare qualsiasi cosa: venire a caricarti se va tutto bene, se va un pò meno bene, non presentarsi se non fai risultati o se magari c'e' di mezzo il Natale. Non capisco perchè dovremmo negare la stessa libertà a chi non può venire allo stadio perchè lavora, perchè ha impegni familiari, perchè è all'estero. Ditemi voi se una superlega europea con tre mesi di play off clamorosi e 7-800.000 persone che vedono una partita pagando 0.50 centesimi di euro non rappresenti un'occasione data a fronte di un introito importante a cui non vedo perchè dovremmo rinunciare. Certe volte mi sembra che non siamo capaci di fare sistema, di risolverci le cose da soli. Se gli inglesi dalla vendita dei diritti all'estero ricavano cinque volte il nazionale non vedo perchè non possiamo farlo noi? Mi meraviglio che dentro la Lega non ci sia una struttura deputata a scandagliare il mercato estero per vendere i diritti tv delle nostre partite. Gli arbitri? Credo che abbiano responsabilità troppo grandi; questo dipende anche dal fatto che hanno bisogno di supporti tecnici per valutare in maniera più netta, di una moviola in campo per analizzare gli episodi più in discussione. Presidenti in sintonia con me? Non so. Posso dire che Cobolli Gigli mi sembra una persona di livello e dai ragionamenti fatti ci troviamo abbastanza allineati. Potrei dire questo anche di Moratti, Galliani e Della Valle: quest'ultimo è un imprenditore che certe regole del mercato le conosce. Il bilancio del Napoli? E' un bilancio in linea con il programma che avevamo fatto. Anzi sulla A saremmo addirittura in anticipo, ma non ne parlo finchè non ci arriviamo. Era difficile prima, con la Juve lo sarà ancora di più. Tornando al Napoli, oggi abbiamo 1800 metri quadrati tra uffici, spogliatoi, poi tre campi e una struttura alberghiera per i nostri ritiri. Abbiamo ridato vita al vivaio: oggi ci sono 12 squadre e 350 giocatori. Credo molto nel vivaio; credo che lì, almeno anche lì, il Napoli debba scovare i campioni. Abbiamo una squadra Allievi straordinaria. Grieco all'Avellino, ad esempio, lo abbiamo dato noi. Ne costruiremo altri, l'obiettivo è anche quello. Abbiamo fatto una convenzione per lo stadio che in trenta anni non era stata fatta e con il Comune stiamo mettendo a norma l'impianto secondo quanto chiede il decreto Pisanu. I tifosi? Ho trovato un supporto straordinario anche in trasferta, non solo dai napoletani che seguivano la squadra o da quelli che erano sul posto ma anche dagli altri tifosi accorsi numerosi per vederci. Il Napoli ha pagato per le intemperanze di alcuni? A questo proposito vorrei dire che la responsabilità oggettiva andrebbe modificata. Se si infiltrano frange che non hanno nulla a che vedere con la tifoseria, che c'entrano i club? Farci giocare fuori è stato un provvedimento troppo duro. Certe volte penso che verso Napoli ci sia troppa pressione e attenzione negativa. Cosa porterà gennaio? Porterà quello che deciderà Marino. Tra me e lui c'è sempre stata una totale sintonia. Ha competenza, conosce la piazza e la interpreta. A Udine ha fatto un lavoro straordinario che ha dato frutti duraturi nel tempo. Ci serve un esterno sinistro, uno che sappia attaccare e difendere: Savini in quel ruolo è adattato, anche se vinciamo tutte le volte che gioca. E allora per scaramanzia gli dico: "Non ti devi muovere da lì". Sono molto soddisfatto del gruppo. Quando dico che io e Marino siamo in sintonia è perchè sappiamo aspettare. Se io avessi dato ascolto agli umori incontrollati avrei dovuto allontanare Calaiò due anni fa, Reja prima della B, ora Bucchi. Invece a Bucchi ho spiegato bene come stanno le cose: lui e il suo manager devono stare tranquilli, la sua piazza è questa. Resta con noi. Il resto del gruppo è di livello. Penso a Iezzo, il nostro portiere, napoletano, straordinario, una delle nostre certezze. E a tutti gli altri. I giocatori li sceglie Marino. Poi se mi chiede un parere sul tipo di giocatore allora dico che mi piacciono quelli che hanno la determinazione di Gattuso o che sono decisivi come Toni. Calcio e Cinema sono due mondi affascinantissimi. Nel cinema puoi incidere di più sul buon risultato finale, nel calcio le variabili sono troppe. Un film sul calcio? Mi piacerebbe, eccome. Una sorta di Billy Elliot, con il ragazzo calciatore al posto del ragazzo ballerino, contrastato dalla famiglia. Muccino? Ha una grande faccia, può fare tutto. Giocavo a basket da ragazzino, pensi come soffro il concetto di tre cambi in panchina. Allergherei le porte: sono per il 12-8 più che per gli 1-0. Un candidato per la Federazione? Io potenzierei la Lega. Monica Bellucci al San Paolo in caso di promozione in A? Certo che la invito. Di Monica, più che della bellezza, mi piace parlarne in termini di intelligenza, lealtà, rispetto della parola data, tutte qualità che le appartengono. E attenzione, perchè ha una vena comica straordinaria. Non parlo della A, prima mi ci faccia andare. Non sa quanto mi piace questa sfida della B". Antonio Petrazzuolo - Napoli Magazine - Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

EQUITAZIONE, E' MORTA FABIOLA DI CAPUA COLPITA DA UN LAMPIONE

22/12/2006



Napoli - Un lampione della luce, che illumina il lungomare di via Caracciolo a Napoli, e' caduto e si e' abbattuto su Fabiola Di Capua, una giovane donna che si trovava a bordo del proprio ciclomotore nei pressi della rotonda Diaz.

Fabiola Di Capua e' morta così sul colpo, a 37 anni e mezzo, senza avere la possibilita' di scansare il palo.

Probabilmente a provocare la caduta del lampione e' stato il maltempo negli ultimi giorni abbattutosi su Napoli. Sul luogo dove e' avvenuta la tragedia, si e' recata poco dopo il sindaco Rosa Russo Iervolino che ha affermato: "Abbiamo interrotto ogni festeggiamento per gli auguri di Natale. E' una tragedia che mi lascia esterefatta".

Fabiola Di Capua era di Vico Equense, dove viveva con i familiari. La sua vita l'aveva dedicata interamente ai cavalli. Era infatti da 15 anni un'istruttrice di pony presso la Scuola Napoletana di Equitazione. Prima ancora aveva partecipato a numerosi concorsi ed aveva insegnato sempre ai bambini presso il Centro Ippico di Agnano.

Ultimamente, alla SNE, seguiva 48 bambini tra i 5 e i 12 anni. Nel 2001 uno dei suoi allievi aveva ottenuto anche un terzo posto a Verona nel campionato regionale. Fabiola lascia così il marito e la figlia di otto mesi.

La Redazione di "Napoli Magazine" e la famiglia Petrazzuolo, che ha avuto l'onore di apprezzare Fabiola Di Capua per i suoi trascorsi nel mondo dell'equitazione, si unisce al dolore dei parenti per questa tragica ed improvvisa scomparsa.

Napoli Magazine

Scommesse, Betway lancia tre nuove scommesse sul Napoli. La parola agli ideatori

21/12/2006



Betway, a seguito di un’iniziativa intrapresa con la community di Napoli Magazine, offre la possibilità ai propri utenti di puntare su tre nuove scommesse legate al Napoli di Reja. Attraverso un sondaggio lanciato sul sito del magazine, i tifosi hanno potuto inviare suggerimenti ed idee per creare nuove scommesse sulla squadra partenopea.

Antonio Petrazzuolo, direttore generale di "Napoli Magazine" afferma “abbiamo trovato questa iniziativa molto stimolante ed interessante e, per questo motivo, abbiamo chiesto ai nostri utenti di fornire spunti per una scommessa speciale sul Napoli. I tifosi, per la prima volta, sono diventati protagonisti ed è proprio questo il segreto del successo della collaborazione. La risposta del pubblico partenopeo è stata davvero grandiosa.” Giuliano Benaglio, country manager di Betway Italia conferma "l'esperienza che stiamo avendo con la community di Napoli Magazine è un chiaro esempio di come sia possibile interagire direttamente con i tifosi. Iniziative del genere saranno presto estese anche ad altri siti e fanzine di club di serie A e B".

Tra le numerose adesioni, Betway ha selezionato e quotato tre scommesse allettanti.

La prima è legata al passaggio in serie A della formazione napoletana senza play-off. I pronostici non sono molto a favore degli azzurri, con la promozione diretta quotata a 3.75, contro 1.20 del passaggio obbligato ai play-off.

La seconda scommessa propone la partecipazione del Napoli alla Champions League nella stagione 2009/10. Dalle quote, sembra molto difficile l’entrata nella rosa dei partecipanti alla Coppa dei Campioni. L’eventuale qualificazione è pagata ben 67 volte la posta.

Ultima, ma non meno importante, la scommessa legata ad un sogno dei partenopei: avere nella formazione azzurra il brasiliano Ronaldinho. Il fenomeno del Barcellona giocherà, nella sua carriera, nel Napoli? Le quote di Betway fanno pensare che il sogno dei tifosi rimanga tale. Infatti, il no del giocatore al Napoli è quotato 1.01 e la possibilità del suo ingresso in squadra è pagato 67 volte.


Ecco le quote di Betway:


Lunedi, 1 gennaio 2007

08:00 Il Napoli salirà in serie A senza fare i play-off?


Sì Promozione diretta per il Napoli 3.75

NO Promozione diretta per il Napoli 1.20


Lunedi, 1 gennaio 2007

08:00 Il Napoli giocherà in Champions League dalla stagione 2009/10?

Sì 67.00

NO 1.01



Lunedi, 1 gennaio 2007 Sogno del Napoli

08:00 Ronaldinho giocherà, nella sua carriera, per il Napoli?

Sì Ronaldinho al Napoli 67.00

NO Ronaldinho al Napoli 1.01


Napoli Magazine

BRESCIA, HAMSYK: "SOGNO UN GRANDE CLUB COME IL NAPOLI"

20/12/2006



Marek Hamsyk, centrocampista del Brescia, ha rilasciato un'intervista a "Napoli Magazine": "Io penso a giocare con il Brescia. So che mi vogliono tante squadre, compreso il Napoli. Mi fa piacere l'interessamento degli azzurri. Segnare al San Paolo è stata una grande emozione. Abbiamo giocato male. Bucchi e De Zerbi mi hanno impressionato molto. Io all'estero? Più che altro sono interessato a giocare in un grande team anche in Italia. Ho letto che mi cercano il Liverpool, il Barcellona e il Real Madrid ma io penso soltanto a fare bene. Mi ispiro a Nedved. Cercheremo di vincere con il Bologna. Sono giovane e devo crescere. Il Brescia può e deve migliorare. I tifosi del Napoli sono grandi. Abbiamo sbagliato troppi gol davanti alla porta. Siamo stati bravi però a costruire diverse azioni, ma non le abbiamo finalizzate. Il San Paolo è uno stadio bellissimo; grande stadio e grandi tifosi. Corioni non mi ha detto niente dell'interessamento del Napoli. Non leggo i giornali poichè sono straniero. L'italiano l'ho imparato presto. Se penso di imparare il napoletano? Non lo so; so che non è facile. Già il bresciano non lo conosco bene, figuriamoci il napoletano". Antonio Petrazzuolo

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