E' morto il regista Robert Altman

21/11/2006

Robert Altman
 
LOS ANGELES (USA) - E' morto a Los Angeles il grande regista americano Robert Altman. Lo ha annunciato la società di produzione del regista statunitense, che ha specificato che la morte è avvenuta nella giornata di lunedì in ospedale. Aveva 81 anni. Non si conoscono ancora le cause della morte. Autore di tanti capolavori che ormai fanno parte della storia del cinema (da Nashville ad America Oggi) Altman era nato a il 20 febbraio 1925 a Kansas City. Esordisce come regista nel 1955 con The Delinquents, che non è mai stato distribuito in Italia. Nel 1957 realizza La storia di James Dean, documentario sulla vita del giovane divo scomparso tragicamente l'anno prima. Contemporaneamente lavora per la televisione realizzando una serie di programmi molto apprezzati come Roaring Twenties, Bonanza, Bus Stop, Combat. Nel 1968 dirige due film importanti: Conto alla rovescia e Quel freddo giorno nel parco. Il grande successo di pubblico e di critica arriva nel 1970 con MASH, parodia antimilitarista con la coppia Elliott Gould-Donald Sutherland che ottenne la Palma d'oro al Festival di Cannes. Il film segnala Altman come uno degli autori più significativi e originali del cinema degli anni Settanta e come uno degli interpreti più attenti e profondi della società americana, la cui storia e i cui fenomeni passano al vaglio critico e irriverente del grande regista. Con Anche gli uccelli uccidono (1971) denuncia il razzismo ancora radicatissimo profondo Sud del paese; con I compari (1971), rivisita l'epopea del West, mostrandone gli aspetti meno magnificenti ed eroici. L'anno successivo realizza Images, una parentesi, nella quale vengono svolti alcuni fenomeni parapsicologici. Anche un mostro sacro come Raymond Chandler viene rivisto in una luce nuova. Con Il lungo addio (1973), interpretato da un disincantato Elliott Gould (uno degli attori preferiti dal regista), mostra un Marlowe privato alle prese con la routine quotidiana per niente eroico e paladino della legge. Gang (1974) rievoca il mondo della malavita degli anni Trenta, con gangster che paiono dei vinti e dei reietti. Al microcosmo del gioco d'azzardo è dedicato California Poker (1974), dove due poveracci (ancora Gould protagonista) sono colti nei loro vagabondare attraverso un'America amara e ostile. E alla fine, realizzata al casinò la vincita colossale sempre sognata, si scoprono vuoti e senza scopo. Il regista americano era noto soprattutto per la sua capacità di realizzare film corali tra cui spicca su tutti Nashville (1975), del resto uno dei suoi lavori più apprezzati. Il film, basato sul mondo della musica country (una ricca colonna sonora, con l'hit I'm Easy cantata da Keith Carradine) è uno spaccato amaro e simbolico delle inquietudini della società americana del tempo: ottiene cinque nomination all'Oscar. Dopo Nashville eccoBuffalo Bill e gli indiani: ovvero la lezione di storia di Toro Seduto (1976) con cui vince un Orso d'oro al Festival di Berlino e prosegue nella revisione di miti americani: il suo Buffalo Bill è un personaggio goffo, ignorante al limite della stupidità. Con Tre donne (1977) l'attenzione di Altman si sposta sui problemi della condizione femminile. Non sempre il pubblico, i produttori e la critica riescono a seguire la complessità e l'eccentricità del regista, come accade con Un matrimonio (1978), Quintet (1978) e Una coppia perfetta (1979). Dopo il fallimento del film Popeye (1980), musical ispirato ai fumetti del famoso marinaio mangiaspinaci, decide di vendere la Lion's Gate e di dedicarsi al teatro, formando la "Sandcastle 5 Productions" e dirigendo alcuni lavori teatrali. Per circa un decennio rimane lontano da Hollywood pur continuando a girare film apprezzati da pubblico e critica: Jimmy Dean, Jimmy Dean (1982), Streamers (1983, i cui interpreti vincono tutti insieme il premio per la migliore interpretazione a Venezia), Follia d'amore (1985, con Kim Basinger), Terapia di gruppo (1987). Gli anni '90 segnano il ritorno del regista alla grande industria cinematografica: I protagonisti (1992), America Oggi (1993), complesso intreccio di microstorie ambientato nel sud della California, per il quale riceve un Leone d'oro a Venezia ex-aequo con Trois Couleurs, Bleu di K. Kieslowski. Poi i lavori successivi: Prêt-à-porter (1994, nel quale Marcello Mastroianni e Sofia Loren ripropongono la celebre scena del film Ieri oggi e domani di Vittorio De Sica), Kansas City (1996), Conflitto di interessi (1998, con Kenneth Branagh), La fortuna di Cookie (1999, con Glenn Close, Julianne Moore e Chris O'Donnell) e Il Dottor T e le donne (2000, con Richard Gere e Helen Hunt), Gosford Park (2001, giallo alla Agatha Christie ambientato nel giro dell'alta aristocrazia inglese). Nel 1996 riceve il Leone d'Oro alla Carriera alla Mostra del Cinema di Venezia e nel 2002 vince il Golden Globe come miglior regista per Gosford Park. Nel 2006 Altman riceve il premio Oscar alla carriera e rivela, durante la cerimonia, di aver subito un trapianto di cuore dieci anni prima. Proprio di quest'anno è il suo ultimo film, Radio America. Melanconico ma senza rinunciare a momenti di divertimento, Radio America ha nel suo filo conduttore il trascorrere del tempo e la morte che visita (come fantasma, che si materializza nei panni di una bionda attraente), il teatro dove si registra l'ultima trasmissione di un'emittente. E si porta via alcuni dei protagonisti. Quasi un presentimento del suo prossimo addio.

La fiction sulle nozze lesbiche vince la sfida degli ascolti: 7 milioni

21/11/2006

 
Sono stati oltre sette milioni (7.026.000) gli spettatori che hanno seguito lunedì sera «Il padre delle spose», con uno share del 26,7%. Ha avuto dunque successo «l'operazione ardita», come lo stesso Banfi l'aveva definita, di portare in prima serata su Raiuno un film tv che racconta di un'amore lesbico, regolarizzato nella Spagna di Zapatero, ma difficile da accettare nel paesino pugliese terra d'origine di una delle due donne. La fiction, proprio in virtù dell'argomento trattato, aveva suscitato polemiche anche all'interno della maggioranza di governo. La senatrice della Margherita Paola Binetti non ha gradito la messa in onda: «È altamente inopportuna una trasmissione che tocca un problema su cui ancora non si è discusso adeguatamente e che comunque non fa parte del programma di governo». Le ha risposto Barbara Pollastrini, ministro per i Diritti e le Pari Opportunità, che aveva sentito Banfi per telefono a poche ore dalla trasmissione: «Lo considero un atto di sensibilità, di amore e di rispetto verso le persone».

Wall Street Journal: Tre Italiane Tra Le Donne Al Top

21/11/2006

Frida Giannini, direttore creativo di Gucci (foto ANSA)

Ci sono tre italiane nelle due classifiche pubblicate dal Wall Street Journal. Frida Giannini, direttore creativo di Gucci, figura al 43 esimo posto delle "50 women to watch" e Silvana Armani, membro del board della Giorgio Armani Spa e Laura Ferro, presidente e amministratore delegato di Gentium Spa figurano "Ten women to watch in Europa", pubblicata per ordine alfabetico. Tra le 50 donne al Top della classifica mondiale al primo posto c'e'' Melinda Gates, moglie di Bill Gates, che dirige la fondazione no profit Bill and Melinda Gates Fondacion. Al secondo,al quarto e al dodicesimo posto ci sono tre new entry: Indra (Madrid: IDR.MC) Nooyi, ex presidente e responsabile finanziario della PepsiCo , nominata Ceo, Patricia A. Woertz, ex executive della Chevron , approdata alla guida di Archer Daniels-Midland, un colosso Usa delle biotecnologie e Lal Naina Kidwai, responsabile per l'India della Hsbc, il colosso bancario che punta ad espandersi nella classe media indiana. Il WSJ nota, che nonostante le sue classifiche, l'anno scorso solo il 16,4% della classifica dei top manager di Fortune 500 era guidate da imprenditrici donne.

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