Manuale per capire la tv digitale

E' uscito in libreria il numero speciale di Link idee per la televisione, la collana di comunicazione dedicata al piccolo schermo curata dal Marketing tv di Rti. Mediamorfosi - Le trasformazioni della tv digitale è raccontato dai protagonisti e tratta, appunto, della televisione digitale. Nel volume monografico, oltre alle introduzioni per ogni capitolo di Federico di Chio direttore operativo della tv digitale di Mediaset e curatore del volume, sono state raccolte autorevoli testimonianze di professionisti del settore e docenti universitari come Carlo Freccero, Maurizio Costanzo, Carlo Sartori e Gina Nieri.
Tra le tematiche analizzate ci sono i modelli di business e la tecnologia, la produzione di contenuti per il multicanale e le sfide poste dall'interattività. Grande rilievo è stato dato al nuovo ruolo delllo spettatore che per la prima volta ha la possibilità di "personalizzare" ciò che vede grazie alla grande offerta dei servizi. Canali per tutti gusti, possibilità di consultare gli archivi on demand e la disponibilità di cache domestiche per memorizzare ciò che interessa e vederlo quando e dove si vuole.
Inoltre è stata analizzata la situazione della Gran Bretagna, dove quasi il 70% degli spettatori è abbonato alla televisione digitale.
L'idea di questo volume nasce dal fatto che di televisione digitale si scrive molto poco e tutto quello che è stato pubblicato è stato superato. Federico di Chio ha scritto nell'introduzione che l'idea di questo volume è nata per "tentare di fare il punto in corsa su una realtà così urgente...Un tale compito sarebbe stato comunque impossibile senza chiamare in causa i protagonisti della tv digitale, quelli che la pensano e che soprattutto la fanno. Così tanti e diversi, infatti, sono i punti di vista da cui guardare il fenomeno che solo una molteplicità di prospettive e un loro significativo radicamento nell'operatività possono garantire, al contempo, la freschezza e la durevolezza dei contenuti".
Link, idee per la televisione
Mediamorfosi - Le trasformazioni della tv digitale raccontate dai protagonisti
Editore RTI
Pag. 332, 18 euro
Cannavaro Pallone d'oro: il riscatto di Napoli
Sul Pallone d'Oro che verrà assegnato a Fabio Cannavaro concordano molti addetti ai lavori e numerosi compagni di nazionale. "Merita di vincere il premio per lo strepitoso Mondiale ma mi dispiace anche per Buffon", ha detto Toni. Il presidente della Lega Calcio Matarrese gira il riconoscimento all'Italia: "Premiato il lavoro di tutti e del capitano". In piccolo disaccordo Deschamps: "Buffon è stato più determinante".

Era nell'aria, il riconoscimento assegnato al giocatore avrebbe avuto certamente un significato individuale che va a premiare le capacità di un singolo ma che di rimando assomiglia comunque ad un premio collettivo per l'Italia, figlio di un Mondiale strepitoso nel quale Fabio Cannavaro si è distinto appena un gradino sopra gli altri. Tutti d'accordo nel ritenere giusto il destinatario dell'ambito trofeo a cominciare da Luca Toni anche lui candidato, con minori credenziali, a vincere il premio: "Fabio (Cannavaro ndr) ha meritato il Pallone d'Oro per il grande Mondiale disputato - ha detto - Lo avrebbe meritato anche Buffon perché da tanto tempo entrambi stanno giocando a livelli altissimi e comunque è bene che il riconoscimento finisca ad un italiano". Sulla stessa falsariga del giocatore della Fiorentina anche il laziale Massimo Oddo: "Anche altri avrebbero potuto vincere il premio ma alla fine lo hanno assegnato a Cannavaro perché è il simbolo della nazionale azzurra". Marco Materazzi concorda: "Sono contento per lui ma dispiaciuto per Buffon. Se fosse stato il contrario però, mi sarei rammaricato per Fabio. Mi sento parte di questo riconoscimento, perché penso che tutta la squadra azzurra abbia aiutato un grande campione, come Cannavaro, a vincere un premio importante".
Dunque un trofeo che va condiviso con tutta la nazionale azzurra, almeno questo è il pensiero di Antonio Matarrese, presidente della Lega Calcio: "E' un premio che ha vinto la nazionale italiana, che poi va al capitano - ha prescisato - E' il segnale del lavoro svolto, il riconoscimento a Lippi, la squadra e tutto il calcio italiano".
Addio Puskas

Ferenc Puskas, il calciatore ungherese più famoso al mondo, è morto a Budapest all'età di 79 anni. Malato da tempo di Alzheimer, Puskas, che ha militato anche nel Real Madrid, è stato l'eroe principale dell'epopea della nazionale magiara negli anni '50. Dotato di un sinistro micidiale e di una tecnica sopraffina, l'ex attaccante delle merengues ha disputato 84 incontri con la sua nazionale segnando 83 gol.
La storia del calcio vive di meteore, stelle che brillano un po' e poi precipitano o collassano, racconti brevi, strillati e finiti in un sospiro o in un coro a mezza voce. Ma l'epopea dello sport più amato al mondo, è fatta anche di capitoli più o meno lunghi che impreziosiscono il libro, di pagine dorate, indimenticabili. Ferenc Puskas ha scritto uno di questi cammei d'autore e il mondo del pallone, oggi, si ritrova stordito a piangere un pezzetto della sua poesia che se n'è andato.
Luisito Suarez raccontò di aver visto un giocatore accanirsi ripetutamente contro il palo di una porta: mirare il legno e centrarlo diciotto volte su venti tentativi. Quel calciatore, così preciso da lasciare a bocca aperta lo spagnolo nerazzurro, era proprio Puskas. Prima dell'avvento del Pibe de Oro, l'ungherese era considerato il mancino più straordinario che avesse calcato i campi di gioco: potenza, classe e un fiuto del gol quasi imbarazzante lo rendevano l'immarcabile spauracchio di qualunque difensore lo affrontasse. Indubbiamente il calciatore magiaro più famoso e apprezzato di ogni tempo, trascinò una nazionale straordinaria a un passo dal trionfo mondiale (in Svizzera nel 1954) e guidò il Real Madrid, il club a cui è maggiormente legata la sua carriera, alla conquista di tre coppe dei Campioni (1959, 1960 e 1966). Il palmares è arricchito da una coppa Intercontinentale (1960), quattro campionati ungheresi, cinque successi consecutivi nella Liga, una coppa del Re e quattro premi come "pichici", il capocannoniere del torneo spagnolo. Con la maglia delle merengues giocò 372 partite, segnando 324 reti. In nazionale fece addirittura meglio: 84 presenze, 83 gol. E se il suo record è stato battuto recentemente da Ali Daei, autore di ben 105 segnature con la maglia della sua nazionale, Puskas continua a essere l'unico calciatore ad essere riuscito a realizzare un poker nella finale della più importante competizione continentale per club.
Smise all'età di trentanove anni e chiuse vincendo, come aveva fatto per tutta la sua invidiabile storia nel football. Poi, allenò in Grecia, dove portò il Panathinaikos alla finale di coppa dei Campioni, e in Cile. Finalmente, nel 1993, potè tornare a casa, nella sua Ungheria che tanto amava. Quindi, l'Alzheimer e il buio profondo, con la sua patria, madre dimentica, a relegarlo in una struttura sanitaria con un vitalizio senza senso e sostanza. Nell'estate del mondiale azzurro, il Real Madrid è corso al suo capezzale, gli ha regalato un'amichevole tutta per lui e un abbraccio che sapeva d'antico, ma affatto di vecchio. E ora, a 79 anni, è scomparso e con lui si è portato un pezzo di vita e dello sport della pedata.
Carriera da giocatore
Successi internazionali
Con l'Ungheria 85 presenze internazionali, 84 gol
1954 Secondo classificato nella Coppa del Mondo in Svizzera
1952 Campione Olimpico in Finlandia
Con la Spagna 4 presenze internazionali (Coppa del Mondo di Cile 1962)
Club
1943 - 1956 Kispest-Honved Budapest
1958 - 1966 Real Madrid
Successi con squadre di club
1950, 1952, 1954, 1955 Vincitore del campionato ungherese
1959, 1960, 1966 Vincitore Coppa dei Campioni
1960 Coppa Intercontinentale
1961 - 1965 Vincitore della Liga spagnola
1962 Vincitore della Copa del Rey in Spagna
372 presenze, 324 gol per il Real Madrid
Quattro volte capocannoniere della Liga spagnola
Carriera da allenatore
Club
1970 - 1971 Panathinaikos Atene
1975 - 1976 AEK Atene
1976 - 1978 Colo Colo (Cile)
Successi con squadre di club
1971 Finalista in Coppa dei Campioni
Benessere: tutti in forma con le fibre
L’89% degli italiani non consuma una quantità ottimale di fibre e resta ben sotto la quota consigliata dalle linee guida nazionali (
Gli esperti hanno fatto il punto sulle ultime conoscenze nel campo della salute intestinale e degli effetti sull’intestino del consumo di fibre, proponendosi come un riferimento importante nel campo della nutrizione umana. “Il concetto di 'salute' di un organo equivale allo svolgimento ottimale delle funzioni che lo caratterizzano. Nel caso dell’intestino, queste funzioni sono rappresentate dalla motilità, dall’assorbimento dei nutrienti, dalle competenze immunitarie e dalla funzione neuro-ormonale”, afferma al tgcom
La fibra alimentare è quella parte di sostanza vegetale, presente nella nostra alimentazione, che non viene degradata dagli enzimi dell’apparato digerente, quindi, non può essere assimilata né utilizzata come fonte di energia. L’utilizzo regolare di una quantità adeguata di queste sostanze ha come risultato la riduzione di una serie di disturbi legati al malfunzionamento intestinale, ossia, la stispsi, il gonfiore addominale, l’accumulo di peso corporeo. Le fibre, una volta ingerite, hanno infatti la proprietà di gonfiarsi, provocando una stimolazione del centro di sazietà e una depressione del centro della fame; hanno inoltre un effetto meccanico che origina un transito più veloce del cibo nell’intestino. Le fibre, soprattutto quelle idrosolubili, hanno la capacità di ridurre la glicemia, cioè il livello di zuccheri nel sangue e di aumentare l’eliminazione dei grassi, abbassando quindi la colesterolemia.
Alimenti particolarmente ricchi di fibre sono la crusca, la crusca di grano, i fiocchi di granturco, il pane integrale, i legumi, la frutta secca e, in misua minore, la frutta fresca e la verdura. Oltre che dai normali prdotti di uso alimentare, le fibre si possono assumere anche sotto forma di integratori (fiocchi e bastonicini). Alla luce dell'importanza delle fibre per la buona salute del fisico, gli esperti hanno messo a punto un programma in tre punti cardine. Innanzi tutto consumare più fibre: il corretto apporto è, come si è detto, di almeno
La prima colazione è il punto di partenza fondamentale per cominciare bene
L'unico caso in cui occorre prestare attenzione a non eccedere con l'assunzione di fibre sono alcune patologie, come il morbo di Crohn e il colon irritabile, oppure i casi in cui si verifichi un insufficiente assorbimento di ferro e minerali.
Calendario Pirelli, Sophia Loren la regina
Un letto, cinque storie, quelle della magnifica Sophia Loren, di Penelope Cruz, Hilary Swank, Naomi Watts e dell'emergente Lou Doillon. Sono le attrici scelte da Pirelli per il calendario 2007. Scomparso il glamour delle ultime edizioni, trovano spazio essenzialità del set e stile anni 60. Tutte splendide davanti all'obiettivo di Inez Van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, ma Sophia guadagna lo scettro della sensualità.
Chi si attendeva sfarzo, lusso e raffinata provocazione troverà invece una sorpresa all'insegna dello stile. Attraverso l'uso del bianco e nero, che evoca i film di Pasolini e Antonioni, le cinque attrici mettono a nudo in tutto e per tutto la loro personalità.
Sophia Loren, giocosa e sensuale, mostra una volta ancora la sua capacità di muoversi davanti all'obiettivo. Si era detto che avrebbe posato ricoperta di gioielli: nulla di tutto questo, solo il suo fascino e il suo sorriso divertito e malizioso.
Penelope Cruz, sanguigna e sensuale, è quasi imbronciata e si nasconde. Naomi Watts "emerge" candida dal bianco delle lenzuola, quasi una bimba troppo sexy, "pulita e sofisticata rappresenta la perfezione inglese". E poi Hilary Swank, un vero maschiaccio arrabbiato, carico di fascino made in Usa. Per finire con Lou Doillon, figlia dell'attrice e cantante Jane Birkin, che con i lineamenti duri e pieni di personalità diventa una ragazzina da tenere a bada.
"Siamo in una camera. Solo un letto e un lenzuolo. Volevamo renderlo il più possibile sensuale e intimo. Come se stessimo scattando fotografie tra amici" afferma Inez Van Lamsweerde, come riferisce tgcom. Lei, donna come le protegoniste del calendario, ha saputo giocare con loro e rendere trasparente l'anima di ognuna. Chi vorrà vedere tutti gli scatti di questo calendario, storicamente non in vendita, lo potrà fare a partire dalla mezzanotte, sul sito www.pirellical.com
Al Cinema: "Il Diavolo veste Prada"

Andy Sachs, neolaureata e originaria di una cittadina di provincia, si è trasferita a New York dove ha trovato lavoro come assistente di Miranda Priestly, celebre editrice della rivista di moda 'Runaway'. Una posizione invidiabile se non fosse che il suo nuovo capo è una donna dispotica che le rende la vita impossibile perseguitandola con telefonate anche nel cuore della notte. L'ingenua Andy si ritrova improvvisamente catapultata in un universo a lei sconosciuto, fatto di abiti firmati, feste piene di vip e regali costosi e, come se non bastasse, Emily, la prima assistente di Miranda, cerca in ogni modo di farla fuori rendendosi sempre più simile al loro capo. Grazie ai preziosi consigli di Nigel, l'editore della rivista, la vita di Andy sembra migliorare giorno dopo giorno ma i suoi vecchi amici e il suo fidanzato non sembrano essere d'accordo.
